Burundi

Mentre gli ambasciatori del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono arrivati in Burundi per incontrare il presidente Pierre Nkurunziza e riaprire il dialogo per far uscire il paese dalla crisi, sono state registrate nuove violenze nella capitale Bujumbura.  Ieri durante uno scontro tra forze di polizia e gli oppositori al regime un giovane adolescente è stato ucciso dalle forze dell’ordine con un colpo d’arma da fuoco, come riportato da testimoni e fonti amministrative. Esplosioni e spari sono stati sentiti in diversi quartieri della capitale.

Gli ambasciatori del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sono arrivati ieri nella capitale burundese per tentare di aprire un dialogo tra governo e opposizioni ed evitare il peggio al paese. L’obiettivo della missione dei 15 ambasciatori, la seconda in un anno, è anche quello di far accettare il dispiegamento di una forza di mantenimento della pace dell’Unione africana.

Il Burundi dall’aprile del 2015 è piombato in una spirale di violenze che rischiano di degenerare in guerra civile, anzi in genocidio.

“Abbiamo ragione nell’essere inquieti”, ha spiegato l’ambasciatore americano, Samantha Power, alla vigilia della sua partenza per il piccolo paese dei Grandi Laghi. “Ogni giorno – ha sottolineato l’ambasciatore Usa – sentiamo parlare di attacchi con granate o di cadaveri ritrovati nelle strade di primo mattino. La storia mostra che una scintilla puo’ accendere un fuoco e le cose possono, allora, infiammarsi molto velocemente”.

Il presidente Pierre Nkurunziza non ha nascosto che non accoglierà a braccia aperte gli ambasciatori. In un incontro,che avverrà oggi, i diplomatici sperano di persuadere il presidente burundese, il cui terzo mandato consecutivo è all’origine della crisi politica e delle violenze, ad accettare il dispiegamento di una forza di mantenimento della pace dell’Ua, composta da 5000 uomini. Forza, che già il governo burundese ha definito “forza di invasione e d’occupazione.

Sempre ieri è arrivata la notizia che la ribellione armata nel paese che si è costituita ufficialmente nel mese di dicembre, Forze Repubblicane del Burundi (Forebu), ha annunciato qualche ora prima dell’Arrivo dei diplomatici Onu a Bujumbura, di aver posto alla testa del movimento il generale Godefroid Niyombare.

Questo ex capo di stato maggiore dell’esercito burundese, un tempo alla testa del National Intelligence Service, aveva guidato il fallito colpo di stato del maggio 2015 contro il presidente Nkurunziza prima di fuggire. (Jeune Afrique / Agi)