Burundi

Almeno cinque persone in Burundi sono state uccise a seguito di un attacco con armi automatiche avvenuto in un mercato affollato nella regione orientale Ruyigi, vicino al confine con la Tanzania.
Secondo quanto riportato da un funzionario del governo di Bujumbura, l’attacco sarebbe opera dei ribelli oppositori del regime del presidente Pierre Nkurunziza.

Si tratta dell’ennesima prova del fatto che la tensione è ancora molto alta nel paese della regione dei Grandi Laghi che vive una grave crisi dall’aprile dello scorso anno, quando il presidente Nkurunziza si è ricandidato per un terzo mandato (ed è poi stato rieletto) contravvenendo a quanto scritto sulla carta costituzionale.

Secondo i media locali, gli aggressori dovrebbero essere collegati a un gruppo di oppositori esuli in Tanzania guidati da Leonida Hatungimana, un ex portavoce presidenziale che venne licenziato lo scorso anno dopo aver consigliato a Nkurunziza di non ricandidarsi per un terzo mandato.

Abdallah Hassan, Governatore della Provincia di Ruyigi, ha detto che gli aggressori sono entrati nel mercato di Bunyinya lunedi sera e hanno aperto il fuoco sulla popolazione. Il governatore ritiene che fra gli aggressori ci siano alcuni rifugiati provenienti da un campo profughi in Tanzania, e che cinque sospetti sono stati arrestati.

La settimana scorsa il governo del Burundi ha accettato il dispiegamento di una forza di polizia dell’Onu nel Paese per fermare le violenze che si susseguono ormai da quasi un anno e che hanno provocato in un anno 439 morti e 250 mila sfollati.

Tuttavia la decisione è stata accolta con forte scetticismo dall’opposizione e della società civile. A loro avviso, questa non servirà a niente se da parte del potere non c’è la volontà di attuare un vero dialogo inclusivo, con tutte le forze dell’opposizione e della società civile.

Le violenze intanto continuano. Il 6 aprile tre persone sono state uccise in provincia. Diversi giovani, sospettati di simpatizzare per l’opposizione, vengono arrestati o semplicemente ‘fatti sparire’ dalle forze di sicurezza. A volte i loro corpi vengono fatti ritrovare per le strade. A questo i ribelli rispondono con atti di terrorismo. (Africanews)