Burundi

Otto giorni dopo il vertice dei capi di Stato dell’Africa orientale sulla crisi burundese avvenuto in Tanzania, la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) del Burundi ha annunciato un nuovo calendario elettorale. La proposta prevede un rinvio del voto per le presidenziali al 15 luglio. Inizialmente le elezioni presidenziali erano previste per il 26 giugno e quelle politiche e amministrative per il 5 giugno. In base al nuovo calendario proposto dalla commissione elettorale, invece, le prime si dovrebbero tenere il 15 luglio e le seconde il 26 giugno. La presidenza dovrà dare il suo consenso.

Durante un vertice che si è svolto domenica 31 maggio a Dar es Salaam, i capi di stato e di governo della regione avevano chiesto un rinvio delle elezioni di almeno un mese e mezzo per cercare di trovare una soluzione alla crisi scoppiata in seguito alla candidatura del presidente Pierre Nkurunziza a un terzo mandato.

 A presentare la proposta – che arriva dopo settimane di proteste e scontri tra manifestanti e polizia che hanno causato almeno una trentina di morti e un mancato colpo di stato militare lo scorso 13 maggio – è stato il presidente dell’organismo, Pierre-Claver Ndayicariye, il quale ha tenuto a sottolineare la conformità con le scadenze e il rinvio chiesti dai capi di Stato dell’Africa orientale.

 La proposta della Ceni ieri ha ricevuto qualche applauso, e non ha fatto registrare discussioni. Va detto però che nella stanza erano presenti solo rappresentanti del partito di governo di Nkurunziza, il Cndd-Fdd. La società civile e l’opposizione radicale infatti hanno boicottato la sessione perché non riconoscono la Ceni, in quanto oggi conta solo tre membri sui cinque previsti dalla costituzione del Burundi, perché la settimana scorsa due si sono dimessi e sono fuggiti all’estero spiegando che la situazione politica e l’insicurezza non permettevano loro di lavorare.

In queste condizioni  la “Ceni non esiste più costituzionalmente”, ha giustificato Nditijé Charles, a nome dell’opposizione, facendo riferimento all’articolo 90 della carta che dice che la Ceni è composto da cinque membri. È un organismo che “non ha esistenza legale” prosegue Nditijé Charles. L’opposizione ha quindi chiesto delle nuove trattative per l’istituzione di una nuova Ceni.

 Di fronte a questa protesta, il ministro degli Interni ,Edouard Nduwimana, ha assicurato che “il governo ha già consultato i partiti politici dell’opposizione, al fine di colmare il vuoto lasciato dalla partenza di due commissari,” e “spera di ricevere i nomi questi commissari il più presto possibile.”  (Rfi)