Burundi

Un attacco compiuto venerdì scorso da uomini armati non identificati contro un villaggio nel comune di Buganda, nel nord-overst del Burundi, ha causato la morte di 26 persone. Altre sette sono rimaste ferite. Gli attaccanti si sono poi ritirati oltreconfine, nella Repubblica democratica del Congo.

Il ministro della Sicurezza e il numero due del potere burundese, il generale Alain-Guillaume Bunyoni, recatisi sul posto con i principali funzionari dell’esercito e della polizia, hanno promesso di annientare quelli che hanno definito “terroristi”.

L’inusuale attacco – che ha preso di mira la provincia di Cibitoke, provincia di origine di diversi capi militari e di polizia alla testa dell’apparato di sicurezza in Burundi a quattro giorni da un contestato referendum costituzionale – solleva alcuni interrogativi, fa notare Radio France International (RFI).

Nonostante le affermazioni del ministro della Sicurezza e del numero due del regime, secondo i quali i “terroristi” provenivano dalla vicina Rd Congo, è difficile dire con certezza da dove venissero gli aggressori. Per alcuni abitanti del villaggio di Ruhagarika, il gruppo armato sembrava provenire dall’interno del paese. Altri testimoni riferiscono che erano una ventina e che quasi tutti indossavano uniformi militari.
Tutti sono invece d’accordo sul fatto che si siano poi ritirati nella Rd Congo.

Gli attaccanti, inoltre, sembravano conoscere bene il villaggio e avrebbero preso di mira specifiche famiglie, entrando direttamente nelle loro case. In particolare le famiglie di quattro poliziotti, legati al partito al potere, Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia – Forze per la Difesa della Democrazia (CNDD-FDD). Uno di loro ha perso almeno 12 parenti. I genitori, i fratelli, le loro mogli e figli, brutalmente massacrati.

Le autorità burundesi hanno schierato rinforzi in questa zona di confine, dove è già presente una postazione militare, situata a circa a 200 metri dalle case attaccate. Gli abitanti del villaggio, fa notare ancora RFI, non capiscono perché questi soldati non siano mai intervenuti durante i quindici minuti di durata dell’attacco.

Rapporti interni sostengono che l’attacco possa essere stato un tentativo di contrastare il referendum del 17 maggio, voluto dal presidente Pierre Nkurunziza per prolungare il proprio mandato fino al 2034.

Il Burundi è precipitato in una crisi nell’aprile 2015, quando Nkurunziza si è fatto rieleggere in modo fraudolento e incostituzionale per un terzo mandato instaurando un regime sanguinario. (RFI)