Burundi / Amisom

I militari burundesi in Somalia, parte del contingente dell’Amisom, la missione dell’Unione Africana, continuano ad essere pagati dall’Unione Europea, nonostante le sanzioni economiche imposte al regime. E parte del denaro entra comunque nelle casse del Burundi.

Ma i soldati di Bujumbura hanno potuto continuare ad essere pagati da quell’Unione Europea che nel marzo scorso aveva tagliato tutti i finanziamenti diretti, imponendo sanzioni economiche al brutale regime del golpista Pierre Nkuruziza. Il quale a dicembre, dopo diversi mesi senza liquidi per pagare le sue truppe, aveva minacciato il ritiro del contingente – il secondo più numeroso dopo quello ugandese – dalla Somalia.

Dopo una serie di trattative, il 20 gennaio scorso si è trovata la soluzione: i 5.585 milioni di dollari che Bruxelles versa ogni mese per i 5.432 uomini del contingente burundese, saranno pagati direttamente all’Amisom attraverso banche commerciali, e non più alla Banca centrale del Burundi.

L’Amisom a sua volta, paga ogni soldato circa 1.000 dollari lordi al mese, circa 800 netti, perché 200 dollari vanno al governo del Burundi come tasse per spese amministrative. In totale, dunque, circa 1.086 milioni di dollari, nonostante le sanzioni, finiscono ogni mese nelle casse del Burundi. (Africa Review)