Burundi

Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto agli americani che vivono in Burundi di lasciare al più presto il paese, in seguito dell’escalation di violenza scoppiata venerdì nella capitale Bujumbura, dove venerdì ci sono stati 87 morti negli attacchi ad alcune basi militari da parte degli oppositori al regime del presidente Nkurunziza. Il bilancio è stato fornito dal portavoce dell’esercito, Gaspard Baratuza: “79 nemici e otto soldati uccisi ”a ciò si aggiungono 45 prigionieri nemici e 21 soldati feriti.

Gruppi di ribelli che si oppongono al presidente avevano assaltato due centri delle forze regolari vicino alla capitale. Combattimenti, omicidi mirati e sparatorie si sono susseguiti per tutta la notte tra venerdì e sabato.

Un primo bilancio degli scontri (inizialmente minimizzati dalle fonti governative burundesi)  fornito da fonti militari venerdì sera aveva riferito di 12 ribelli uccisi e 21 catturati. La situazione reale è venuta alla luce solo sabato mattina, quando gli abitanti della capitale Bujumbura hanno scoperto inorriditi i corpi di 40 persone crivellati di pallottole per le vie dei principali quartieri (Rohero II, Musaga e Nyakabiga) raccofarti dei ribelli che si oppongono al presidente. Testimonianze degli abitanti dei quartieri hanno dichiarato che molte delle vittime sono state prelevate dalle loro case e sono state uccise per strada con un colpo alla testa e alcuni ritrovati con le braccia legate dietro la schiena, ad indicare che forse si è trattato di un’esecuzione. Tutto indica infatti che si sia trattato di una rappresaglia di polizia ed esercito contro gli attacchi alle basi militari subiti nella mattinata.

Il presidente Pierre Nkurunziza ha vinto le elezioni presidenziali a luglio per un terzo mandato consecutivo; l’opposizione non riconosce la vittoria di Nkurunziza e ne denuncia l’incostituzionalità. Almeno 240 persone sono morte nel conflitto scoppiato ad aprile, quando Nkurunziza ha annunciato la sua candidatura per un terzo mandato.

Le potenze internazionali hanno chiesto al governo di negoziare con l’opposizione per fermare l’escalation di violenza. Di recente l’Ue ha avuto un incontro con il governo di Bujubura a Bruxelles in cui ha minacciato sanzioni verso il paese della regione dei Grandi Laghi.

Mentre le violenze continuano, il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni è al lavoro per preparare una lista delle persone che saranno invitate ai negoziati a Kampala, ma i colloqui devono essere ancora essere convocati ufficialmente. (Jeune Afrique / Afp)