Burundi

Il governo burundese cerca di dissuadere i suoi oppositori dallo scendere di nuovo in strada come hanno promesso. Lo ha fatto ieri lanciando un avvertimento in una grande conferenza stampa.

Una stretta che arriva dopo gli scontri di venerdì tra polizia burundese e manifestanti che contestano l’intenzione del Presidente Pierre Nkurunziza di volersi ricandidare per un terzo mandato, a seguito della quale sono stati arrestati centinaia di manifestanti e incriminati 65 di loro con l’accusa di partecipazione a un movimento insurrezionale. 

Con tono perentorio il governo del Burundi per voce di ben quattro ministri in conferenza stampa, Difesa, Pubblica Sicurezza, dell’Interno e della Giustizia, ha lanciato un serio monito a tutti coloro che potrebbero essere tentati dal voler organizzare una nuova manifestazione contro il terzo mandato del Presidente Nkurunziza.

Il ministro degli interni, Edouard Nduwimana, ha avvertito: “La polizia e l’amministrazione prenderà tutte le misure necessarie per punire e portare davanti agli organi competenti gli autori e istigatori di questo tipo di rivolta”.

Venerdì contro i manifestanti è intervenuta solo la polizia, ma questa volta il ministro della difesa ha minacciato di coinvolgere anche l’esercito burundese se il presidente lo richiederà. 

Anche il ministro della Pubblica Sicurezza, Gabriel Nizigama, ha ribadito: “Gli organismi di difesa e di sicurezza sono uniti e lavoreranno insieme per la sicurezza di tutti”.

Nkurunziza, assunse l’incarico di presidente nel 2005, dopo 12 anni di conflitto civile nella nazione dell’Africa orientale. Le elezioni presidenziali sono previste per il 26 giugno e il presidente uscente vorrebbe candidarsi per un terzo mandato contravvenendo alla costituzione.

Da qui sta nascendo una forte tensione nella nazione della regione dei Grandi Laghi che potrebbe portare a una crisi politica e sociale. (Rfi.fr)