Burundi

La chiesa cattolica ha criticato fortemente la decisione del presidente del Burundi Pierre Nkurunziza di candidarsi a un terzo mandato e ha ritirato il suo appoggio alle elezioni presidenziali e parlamentari che si terranno a giugno.

I vescovi del Burundi, secondo cui la candidatura per il terzo mandato va contro gli accordi di pace, che nel 2005 misero fine alla guerra civile nel paese, si sono espressi anche contro “il modo in cui le elezioni sono state organizzate e il modo in cui la situazione si sta evolvendo”, riferendosi alle manifestazioni e alle violenze che vanno avanti da più di un mese. E hanno inoltre avvertito la popolazione di non recarsi alle urne dietro minacce o intimidazioni, o in cambio di favori. La chiesa del Burundi ha chiesto ai preti che prestano servizio nelle commissioni elettorali in tutto il paese di dimettersi. “La chiesa non può approvare un’elezione così piena di difetti”, ha detto il vescovo Gervais Bashimiyubusa.

Secondo il leader dell’opposizione Agathon Rwasa, il voto non avrà alcuna legittimità e le elezioni non potranno essere libere ed eque. “Il ritiro del sostegno della chiesa cattolica è la conferma che non vi è alcuna possibilità di elezioni democratiche”, ha dichiarato. (Internazionale.it)

Intanto  anche l’Unione Europea ha annunciato la sospensione della sua missione di osservazione elettorale in Buriundi “poiché non sussistono le condizioni minime per lo svolgimento di elezioni credibili” si spiega in un comunicato.

Il capo della missione europea nel paese, David Martin, cita tra i motivi di preoccupazione di una situazione “in continuo deteriorarsi”, riferendo di un clima “di paura e intimidazione generalizzata, esacerbato da condizioni di sicurezza estremamente volatili”. (Misna)