Burundi / Chiesa

Un messaggio della Conferenza episcopale del Burundi letto domenica nelle chiese di tutto il paese ha fatto infuriare il governo.

Nel testo i vescovi esprimono la loro “preoccupazione” denunciando i tentativi del regime di “soffocare e aggredire alcuni partiti politici e perseguitare i loro membri” a otto mesi delle elezioni presidenziali del 20 maggio 2020, convocate cinque anni dopo che l’imposizione di un terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza ha fatto precipitare il paese in una pesante crisi.

“Gli atti criminali arrivano fino agli omicidi con motivazioni politiche … perpetuati contro coloro che hanno opinioni diverse”, denunciano i vescovi, affermando che la lega giovanile del CNDD-FDD, il partito al potere – i temuti imbonerakure che le Nazioni Unite accusano di commettere atrocità sui civili – ha “preso il posto delle forze di sicurezza”.

Quando il messaggio è trapelato sui social media, prima delle funzioni religiose, il portavoce presidenziale Willy Nyamitwe si è scagliato contro i vescovi su twitter: “Alcuni vescovi dovrebbero essere smentiti perché sta diventando un’abitudine: alla vigilia delle elezioni sputano il loro odio velenoso attraverso messaggi incendiari”, ha scritto domenica.

Nyamitwe stamattina ha anche annunciato che al voto non saranno ammessi osservatori Belgi e Francesi (l’ultima presenza di osservatori occidentali risale, in generale, al 2010).

All’inizio di questo mese un team di investigatori delle Nazioni Unite ha rinnovato l’allarme sul clima di terrore instaurato in Burundi in vista delle elezioni, con crimini contro l’umanità e altre gravi violazioni che continuano impunemente. (Al Jazeera / Anadolu)