Burundi

La polizia burundese avrebbe ucciso due manifestanti e provocato almeno quattro feriti ieri durante le manifestazioni della popolazione nella capitale Bujumbura contro la ricandidatura del presidente Pierre Nkurunziza alle prossime elezioni. Lo rivelano fonti della Croce Rossa. Secondo attivisti locali intervistati dalle agenzie stamane, però, le vittime sarebbero almeno 5.

Il motivo della protesta è legato al fatto che la carta costituzionale burundese fissa a due il numero massimo di mandati presidenziali, ma Nkurunziza si è comunque candidato per un terzo. La polizia non ha rilasciato commenti sulle vittime fin ad ora.

Proteste che sono l’ulteriore prova di un clima teso in vista delle prossime elezioni parlamentari, in programma a maggio, e presidenziali, previste il 26 giugno.

Testimoni hanno raccontato che la polizia avrebbe usato cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e, in alcuni casi munizioni vere per disperdere migliaia di manifestanti in tutta la città. Le autorità giorni prima avevano vietato tutte le proteste a favore o contro la rinnovata candidatura del Presidente Nkurunziza e avevano promesso il pugno di ferro pur di mantenere l’ordine.

I leader africani e le nazioni occidentali hanno invitato a più riprese Nkurunziza a non correre di nuovo. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea avevano preannunciato che potrebbero prendere provvedimenti punitivi se questa decisione avesse causato lo scoppio di violenze.

Le violenze si sono accese ieri a seguito della decisione ufficiale del Cndd-Fdd, partito al governo, di nominare Nkurunziza come candidato alla presidenza. 

Gli oppositori ritengono che questa decisione non violi solo il limite fissato dalla Costituzione, ma anche lo spirito dell’accordo di pace firmato nel 2000 che era riuscito a mantenere la calma nel paese per un decennio dopo la sanguinosa guerra etnica tra Hutu e Tutsi conclusa nel 2005. (Reuters)

A causa del clima teso molti burundesi stanno fuggendo oltre confine.  Secondo i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr–Acnur), solo nelle ultime due settimane oltre 8.000 persone, temendo episodi di violenza, hanno cercato rifugio nei paesi vicini, in particolare Rwanda e Repubblica Democratica del Congo. Il portale d’informazione burundese Iwacu, inoltre, registra flussi anche verso la Tanzania.

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