Burundi

Il partito al potere in Burundi, il Consiglio nazionale per la difesa della democrazia (Cndd-Fdd), ha espresso la propria soddisfazione per “l’alto tasso di partecipazione” alle elezioni parlamentari di ieri, nonostante il boicottaggio da parte dei partiti dell’opposizione. In una dichiarazione rilasciata nella serata di ieri, il presidente del partito, Pascal Nyabenda, ha elogiati i cittadini burundesi per aver ignorato la chiamata al boicottaggio, preferendo la democrazia al colpo di Stato. “Abbiamo apprezzato il voto di oggi, perché c’è stata una buona partecipazione della popolazione ed è stata garantita la sicurezza in tutto il paese”, ha detto Nyabenda, citato dall’emittente Voice of America-Africa

Ntahorwamiye Prosper, portavoce della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), ieri sera ha detto alla rivista Jeune Afrique che il voto si è svolto in modo pacifico e che l’affluenza sarebbe addirittura intorno al 100% all’interno del paese.

Secondo fonti locali, però, l’affluenza i seggi, per lo meno, nella capitale Bujumbura, sarebbe stata bassissima, specie nei luoghi dove sono avvenute le maggiori proteste contro Nkurunziza. Strade deserte, con l’eccezione dei poliziotti di pattuglia, e ingressi dei seggi presidiati dai militari: fonti dell’agenzia Misna, descrivono così la situazione nella capitale ieri pomeriggio.

Fonti d’agenzia dicono che nel primo pomeriggio, la partecipazione ruotava tra il 5 e il 10% nei seggi delle zone “anti-Nkurunziza”, ma era molto più alto ad esempio a Kamenge (intorno al 40%) uno dei feudi presidenziale. Anche nelle zone rurali sarebbe avvenuta la stessa cosa. La città di Bururi (nel sud), decisamente anti-Nkurunziza, ha avuto un 10% di affluenza a metà giornata, ma nella provincia di Gitega, controllata dal Cndd-Fdd, la mobilitazione avrebbe raggiunto nel primo pomeriggio il 70%.

I dati ufficiali dell’affluenza alle urne non sono stati ancora resi noti. Sono più di 100 i parlamentari provenienti da 18 province in tutto il paese che saranno eletti. Il voto si è svolto in un clima particolarmente teso, dopo che diversi seggi elettorali sono stati attaccati nella notte fra domenica e lunedì, con gli aggressori che in alcuni casi sono riusciti a danneggiare i materiali per il voto. A poche ore dall’apertura delle urne, è scoppiato anche un ordigno a qualche centinaio di metri dal seggio elettorale di Musaga, nella zona sud di Bujumbura. Secondo fonti di polizia citate dal sito web “Jeune Afrique” sarebbero state registrate anche alcune vittime. 

Le elezioni legislative di ieri sono state boicottate dai principali partiti di opposizione si oppone al terzo mandato del presidente perché “in violazione della Costituzione e degli accordi di pace del 2005”, non sono infatti state realizzate le condizioni necessarie a organizzare un volo “libero e democratico”.  

Scontata in queste condizioni una conferma dell’egemonia del Cndd-Fdd, il partito del capo di Stato Pierre Nkurunziza, candidato a un terzo mandato alle presidenziali del 15 luglio. Secondo le fonti locali però, i dati ufficiali non condizioneranno in alcun modo il conflitto politico e sociale. (Reuters / JeuneAfrique)