Burundi

L’Unione Europea imporrà sanzioni nei confronti di quattro funzionari burundesi vicini al Presidente Pierre Nkurunziza, in protesta al suo terzo mandato che ha provocato una grave crisi politica e diplomatica. Le misure nei confronti dei quattro, che comprendono divieto di viaggio in Europa e congelamento dei conti correnti, sono state concordate la scorsa settimana dagli ambasciatori degli Stati Europei e verranno formalmente adottate giovedì, divenendo effettive a partire da venerdì.

Le sanzioni sono arrivate in risposta alla discussa vittoria di Nkurunziza nelle elezioni dello scorso luglio, nelle quali il Presidente non ha rispettato il limite di mandato fissato un decennio fa che non gli permetteva di ricandidarsi una terza volta. Le opposizioni hanno boicottato le elezioni in segno di protesta, e il piccolo Paese dell’Africa centrale è piombato nella peggior crisi politica dal termine della guerra civile nel 2005.

Nkurunziza non verrà colpito dalle sanzioni “per tenere aperti i canali di dialogo”, ha fatto sapere un diplomatico UE. Per lo stesso motivo sono stati esclusi dalla lista iniziale dell’Ue anche altri membri del governo. “Tagliare completamente i ponti non porterà alla soluzione politica che cerchiamo di raggiungere”, ha dichiarato un diplomatico.

L’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, ha fatto sapere in luglio che l’Unione Europea stava preparando sanzioni “contro coloro le cui azioni hanno portato ad atti di violenza, repressione e gravi violazioni dei diritti umani”.

Gli Stati Uniti hanno imposto il divieto di ingresso nel Paese per alcuni membri del governo di Nkurunziza, mentre l’Onu ha lanciato lunedì scorso un allarme per il crescente numero di uccisioni e arresti arbitrari in Burundi.

L’Ue, che finanzia circa metà del budget annuale del Burundi, sta valutando se sospendere alcune preferenze commerciali incluse nell’accordo di partenariato di Cotonou, siglato nel 2000, ma alcuni Paesi avvertono del rischio di colpire la popolazione.

Il governo di Nkurunziza ribadisce la legittimità delle elezioni e accusa l’opposizione di fomentare tensioni. Il Burundi, viene detto, vuole rimanere in buoni rapporti con i donatori, senza che questo significhi lasciarsi dettare politiche economiche dall’esterno. (Reuters)