ECONOMIA IN BIANCO E NERO – SETTEMBRE 2018
Riccardo Barlaam

Siamo cresciuti insieme attorno a questa rubrica. Un osservatorio, mi auguro, originale, onesto e informato sulle evoluzioni degli aspetti economici legati allo sviluppo del continente. Una palestra per me e l’occasione di occuparmi di temi che non finiscono mai nella lavatrice mediatica del main stream. Grazie alla fiducia dei colleghi – diventati amici nel frattempo – di Nigrizia, sono venute fuori cose positive per me e, credo, per voi lettori.

Una tra tutte. Qualche anno fa mi chiesero di seguire una visita ufficiale in Africa dell’allora presidente Usa George W. Bush. Scrissi un ampio articolo: Bye Bye Africa, a cui Nigrizia dedicò la copertina. Ripresi quel titolo sul mio blog Africa sul sito del Sole 24 Ore. Quell’articolo vinse il Premio giornalistico della Provincia di Milano alla memoria di Enzo Baldoni, ucciso in Iraq nel 2004. Grazie ai soldi del premio, organizzai un corso di giornalismo a Fontem, in Camerun, la cittadella dei focolarini con un ospedale e una scuola, oggi al centro della zona di fuoco dei separatisti anglofoni che chiedono indipendenza dall’inefficiente regime centrale francofono.

Collaborarono l’università locale di Tchang e l’Esa che per un paio di anni mise a disposizione un collegamento a internet grazie a un segnale satellitare. Creammo così un lavoro per dei giovani giornalisti africani: AfricaTimesNews, un contenitore online dove far confluire le notizie africane che non finiscono nei circuiti delle agenzie internazionali. Con i piccoli proventi di questa rubrica, ho pagato lo stipendio a un giornalista camerunese, Armand, per il suo lavoro al sito. AfricaTimesNews non è mai veramente decollato: pochi i visitatori, debole la rete di giornalisti da vari paesi. Ma ci abbiamo provato e parte del merito va a questa rubrica.

Ora dobbiamo salutarci. Guido Gentili, il direttore del Sole 24 Ore, mi ha affidato la sede di corrispondenza degli Stati Uniti, a partire dal primo settembre. Per serietà e per l’impegno che mi aspetta, lascio, ringraziandovi per la fedeltà con cui mi avete seguito.

Da questo osservatorio privilegiato sui paesi più poveri mi sposto a seguire la politica della prima potenza mondiale. Continuerò a fare il mio lavoro con la stessa onestà intellettuale e lo stesso sguardo.

Esa
L’Agenzia spaziale europea è un’organizzazione internazionale, con 22 stati membri. La sua missione consiste nello sviluppo delle capacità spaziali europee e nella garanzia che gli investimenti effettuati producano vantaggi e ricadute positive per tutti i cittadini Ue.