Considerato un missionario laico del Creato, l’autore continua battere il tasto dell’impegno personale quotidiano, anche nelle piccole cose, per modificare la realtà. Lo sta facendo da decenni, in quanto promotore del movimento Gocce di Giustizia e coordinatore delle reti nazionali Nuovi stili di vita.

La quotidianità si gioca a tre livelli – personale, comunitario e istituzionale – e che devono interagire e trasformarsi. Prendiamo l’acqua: ne evito lo spreco tenendo chiuso il rubinetto mentre mi lavo i denti; e nel contempo coinvolgo la comunità perché prenda coscienza che la gestione dell’acqua non può essere privatizzata e premo sulle istituzioni, ricordando loro che nel 2011 un referendum ha abrogato la legge che ne sanciva la privatizzazione. Si sono poi le tre “r” per arginare la società dei consumi.

Ridurre i rifiuti, rivalutare gli oggetti, riutilizzare le cose, riparare tutto quello che si può, riciclare quello che si tende a buttare via, ristrutturare per limitare le cementificazione del suolo. Tra le pratiche quotidiane c’è anche quella di informarsi con cura. Come? Prendendosi il tempo di verificare una notizia analizzando le fonti; mettendo a confronto le varie voci e valutando la linea editoriale di ciascuna; esercitando il diritto al dubbio e dunque essere consumatori critici di notizie.

Si consiglia di scegliere una «informazione alternativa», senza però fare degli esempi concreti. Si dice che c’è «omertà» sulle notizie che riguardano l’Africa, ma è una posizione datata. Se ne parla eccome, dall’Avvenire al Sole 24 Ore.