Camerun / Northwest

In Camerun la popolazione di Pinyin, città nella regione anglofona di North West, ha seppellito lo scorso fine settimana 27 persone, per lo più giovani, uccise giovedì.

Secondo le testimonianze di alcuni residenti, un gruppo di cinque ragazzi avrebbe occupato con forza la locanda Star a Menka – uno dei villaggi che compongono Pinyin -, sostenendo di combattere per l’indipendenza delle regioni anglofone. Il gruppo avrebbe poi iniziato a rapire persone, rubare, estorcere, saccheggiando e molestando i locali. I soldati inviati dal governo francofono centrale a lottare contro il movimento indipendentista dell’Ambazonia, avrebbero invaso lo stabile e aperto il fuoco contro tutti quelli che si trovavano all’interno, ostaggi compresi.

In un comunicato stampa diffuso sui social media, il portavoce dell’esercito Camerun, il colonnello Didier Badjeck, ha dichiarato che le persone, che descrive come terroristi, sono state uccise dopo aver ingaggiato uno scontro a fuoco con i militari.

Lo scontro tra Yaoundé e le popolazioni delle due regioni anglofone occidentali è iniziato nel novembre 2016 con una serie di scioperi di avvocati e di insegnanti contro ciò che descrivevano come un’emarginazione da parte della maggioranza francofona. La chiusura al dialogo e la repressione armata voluta dal presidente Paul Biya ha contribuito al degenerare delle proteste in guerriglia. Nel novembre 2017, Biya ha dichiarato guerra ai separatisti definendoli “terroristi”.

Sabato un tribunale della capitale ha condannato sette attivisti – incluso il loro leader, lo speaker radiofonico Mancho Bibixy – a pene da 10 a 15 anni di carcere per ribellione e atti di “terrorismo”. I sei di loro sono stati inoltre condannati a pagare le spese legali e una sanzione congiunta di 48.000 dollari. (Voice of America / Al Jazeera)

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