Camerun / Elezioni

Clima di grande tensione e di rassegnazione in Camerun per le elezioni presidenziali di domenica che con molta probabilità riconfermeranno per un settimo mandato il presidente Paul Biya, complice anche un’opposizione che si presenta in ordine sparso.

Ad aiutare l’85enne presidente a prolungare i suoi 36 anni in carica è anche il conflitto civile nelle roccaforti dell’opposizione anglofona. Nelle due regioni occidentali di North-West e South-West i circa cinque milioni di elettori di lingua inglese avranno difficoltà a raggiungere le urne, perché i separatisti armati hanno promesso di impedire lo svolgimento del voto. Una mossa questa che avvantaggia, di fatto, il presidente uscente.

All’appello mancano poi 200.000 camerunesi anglofoni sfollati interni e 40.000 profughi nella vicina Nigeria che si trovano lontani dalle proprie zone di residenza. Ieri il presidente della Commissione elettorale (ELECAM), Enow Abrams Egbe, ha chiesto a sfollati e rifugiati di tornare nei propri luoghi di origine per votare.

Si voterà invece regolarmente nelle altre otto province di lingua francese. Anche se il livello di abbandono in cui si trova tutto il paese ha causato una “ondata di malcontento” contro il presidente, ha detto uno dei candidati dell’opposizione, Akere Muna. Ma sarà difficile che questo si trasformi in una sconfitta elettorale per Biya, uno degli ultimi “uomini forti” africani – l’unico capo di Stato che governa da più tempo è Teodoro Obiang Nguema, in Guinea Equatoriale -. (Reuters / Africanews)

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