Camerun / USA

Gli Stati Uniti hanno congelato, a partire dal 1 gennaio 2020, i benefici commerciali preferenziali concessi al Camerun a causa di “violazioni gravi e persistenti dei diritti umani internazionalmente riconosciute”.

In una lettera al Congresso degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha affermato che il Camerun non è riuscito a rispondere alle preoccupazioni espresse in merito a omicidi extragiudiziali, torture e altre persistenti violazioni dei diritti umani, commesse dalle forze di sicurezza nel paese.

“Sto facendo questo passo perché ho stabilito che il governo del Camerun attualmente sta commettendo gravi violazioni dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale, contravvenendo ai requisiti di ammissibilità della African Growth and Opportunity Act (AGOA)”, ha scritto Trump nella lettera.

Le autorità di Yaoundé insistono sulla loro innocenza.

Numerosi gruppi per i diritti umani e organizzazioni non governative hanno in diverse occasioni accusato le forze di sicurezza di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui l’uccisione di cittadini nelle regioni separatiste di lingua inglese dove, secondo Human Rights Watch, almeno 170 civili sono stati assassinati da ottobre.

La scorsa settimana 65 organizzazioni della società civile hanno esortato la Commissione africana per i diritti umani e dei popoli ad aprire un’inchiesta, affermando che la violenza nelle regioni anglofone ha provocato 3.000 morti negli ultimi tre anni, costringendo mezzo milione di persone a fuggire dalle loro case e lasciando oltre 700mila bambini senza istruzione.

Un anno fa anche la Mauritania aveva subito la revoca degli accordi.

L’AGOA stabilisce che per poter beneficiare di prestazioni preferenziali nel commercio con gli Stati Uniti, i paesi partner devono soddisfare determinati requisiti di ammissibilità, incluso il non aver commesso gravi violazioni dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale. Devono inoltre dimostrare continui progressi verso l’istituzione dello stato di diritto, il pluralismo politico, l’istituzione di diritti dei lavoratori riconosciuti a livello internazionale e l’eliminazione degli ostacoli al commercio e agli investimenti statunitensi. (The Washington Post)