Camerun

Il personale medico sta fuggendo dagli ospedali nelle due regioni anglofone del Camerun, dopo che gli attacchi di questo mese hanno provocato la morte di diverse infermiere e molti feriti. Le vittime includono una coppia, Nancy Azah e suo marito Njong Padisco, entrambi infermieri, uccisi la scorsa settimana. I medici dicono di essere tra due fuochi: da una parte l’esercito che li accusa di aiutare i separatisti armati e dall’altra i ribelli che sostengono che gli ospedali favoriscono i militari. Elvis Ndansi, del sindacato degli infermieri del Camerun, afferma che le uccisioni e gli abusi hanno provocato indignazione nel corpo medico che «dovrebbe essere protetto in tempo di guerra».

Il governatore Bernard Okalia Bilai, della regione sud-occidentale di lingua inglese, nega che l’esercito sia responsabile degli attacchi che attribuisce ai separatisti.

La violenza ha portato i pazienti e il personale medico ad abbandonare gli ospedali nel North-West e South-West. Più di 300 civili e forze di sicurezza sono stati uccisi nelle regioni di lingua inglese del Camerun dal 2016, quando i separatisti hanno avviato la guerriglia per uno stato indipendente che chiamano Ambazonia. Preoccupate per l’escalation di violenza, le Nazioni Unite dicono che almeno 200.000 persone sono sfollate interne e decine di migliaia sono fuggite nella vicina Nigeria. (Voice of America)

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