Camerun

Con un decreto, firmato il 5 febbraio scorso, il presidente Paul Biya ha conferito la delega permanente di firma al segretario generale della presidenza, Ngoh Ngoh Ferdinando.

Ex segretario generale presso il ministero degli Esteri, Ngoh Ngoh è segretario generale della presidenza dalla fine del 2011. Il diplomatico è particolarmente vicino alla first lady, Chantal Biya, 48 anni, nativa come lui dalla regione Haute-Sanaga.

E’ sfuggito alla mannaia presidenziale dopo il rimpasto del 4 gennaio, ed è stato elevato al grado di ministro. Una promozione che ufficialmente deve a Paul Biya ma dietro la quale tutti hanno visto la mano di “madame la présidente”, come viene soprannominata Chantal nell’ambiente politico della capitale.

Il documento, mai reso pubblico dalla presidenza, circola sui social network dal 6 maggio e sta provocando accese reazioni. Alcuni leggono il decreto come una mossa per mantenere il potere vicino alla famiglia di Paul Biya, 86 anni, presidente dal 6 novembre 1982, rieletto lo scorso ottobre per un settimo mandato di sette anni.

Per Jean Michel Nintcheu, esponente del Fronte sociale democratico (Sdf), primo partito di opposizione camerunese, «la delega permanente della firma nasconde a malapena l’incapacità di Biya ad esercitare l’ufficio presidenziale».

Secondo Ayissi Bessala, membro della Movimento democratico del popolo camerunese (Rpdc), partito al potere, non c’è nulla di sbagliato in questo decreto. E’ almeno la quarta volta che Paul Biya concede la delega di firma a un segretario generale della presidenza, precisa, aggiungendo che queste sono pratiche correnti, in quanto non esiste la figura di un vice-presidente. «Si sta facendo molto rumore per nulla», lamenta l’attivista.

Per quanto riguarda i commenti dei media locali, nel suo editoriale di martedì pubblicato sui social network, il giornalista camerunese Barlev Bidjocka Sismondi sottolinea che “i camerunesi non hanno eletto Paul Biya per delegare l’autorità a un’altra persona”. (Anadolu / Jeuneafrique)

Nella foto il presidente Paul Biya (a destra) e il suo segretario generale, Ferdinand Ngoh Ngoh.