Camerun anglofono

Sempre più stretta tra due fuochi la popolazione delle due regioni anglofone del Camerun, dove l’esercito ha intensificato la campagna contro i separatisti armati dopo la riconferma del presidente Paul Biya alle elezioni del 7 ottobre.

Emmanuel Chuye, sindaco della città nord-occidentale di Ndu, ha detto che dopo le elezioni, il governo ha ordinato all’esercito di attaccare le presunte roccaforti separatiste. Ha detto che molte persone sono state uccise e le loro case sono state bruciate sia dai militari che dai separatisti.

Il governo non ha fornito dati sulle vittime dei recenti combattimenti, ma i media locali hanno riferito che almeno 30 civili, soldati e sospetti separatisti sono stati uccisi nel nord-ovest nell’ultima settimana.

Sempre a Ndu, martedì, pesanti combattimenti hanno provocato almeno dieci morti da entrambe le parti quando l’esercito ha attaccato un campo separatista liberando 16 ostaggi detenuti dai ribelli.

I disordini nelle regioni occidentali di North-West e South-West sono iniziati nel novembre 2016, con uno sciopero ad oltranza degli insegnanti e degli avvocati di lingua inglese in protesta contro l’imposizione della lingua e della cultura francese. La dura repressione armata e la chiusura al dialogo del regime di Biya hanno aggravato la crisi, aprendo la strada alle istanze separatiste che hanno preso il sopravvento, trasformandosi in guerriglia.

Secondo stime delle Nazioni Unite almeno 400 persone sono state uccise e centinaia di migliaia sono fuggite dalle loro case a causa del conflitto. Almeno 20.000 sono rifugiati nella vicina Nigeria che il 23 ottobre ha lanciato un’operazione militare per mettere in sicurezza il confine e lottare contro il traffico di armi e il crimine transfrontaliero, anche in vista delle elezioni del 2019.  L’operazione durerà un mese e interessa lo stato di Cross River, nel sud-est del paese. (Reuters / Voice of America / Anadolu)

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