Camerun: istituita la carica di vicepresidente
Camerun Politica e Società
La figura del successore del 93enne presidente in caso di morte o incapacità durante il suo mandato reintrodotta con una modifica costituzionale approvata dal parlamento
Camerun: istituita la carica di vicepresidente. Il potere si blinda
Le opposizioni denunciano un "colpo di stato istituzionale e costituzionale". Smentite dalle autorità le notizie della nomina del figlio Franck Emmanuel Biya alla vicepresidenza
07 Aprile 2026
Articolo di Redazione
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Il presidente del Camerun Paul Biya

In Camerun si stanno delineando in questi giorni le manovre istituzionali sulla successione al 93enne presidente Paul Biya, al potere dal 1982 e riconfermato per un ottavo mandato lo scorso ottobre, sdoganando pubblicamente il tema della possibilità che il Capo di stato più anziano al mondo non arrivi al compimento del suo settennato.

Il 4 aprile scorso il Parlamento ha approvato un emendamento costituzionale che ha reintrodotto nell’ordinamento camerunese la carica di vicepresidente, abolita nel 1972 con un referendum costituzionale. Una norma contestata duramente dalle opposizioni, che denunciano una palese “violazione dei principi democratici”.

In un messaggio affidato a Facebook, il principale leader dell’opposizione, Issa Tchiroma Bakary – dichiaratosi vincitore delle ultime elezioni presidenziali e “presidente legittimo” del paese – ha parlato di una “deriva monarchica di un potere illegittimo”, mentre lo storico oppositore Maurice Kamto, ha definito la manovra un “colpo di stato istituzionale e costituzionale”.

Per le forze filo-governative si tratta invece di una garanzia della continuità e della stabilità dello stato.

Le nuove norme stabiliscono che il vicepresidente sia nominato dal presidente, cui spetta anche il potere di revoca della nomina. Nel caso di morte, dimissioni o incapacità del Capo dello stato, il suo vice gli subentrerà a pieno titolo, rimanendo in carica fino alla conclusione del mandato.   

Sulla carta, ad evitare l’ipotesi di una successione dinastica a lungo termine, ci sarebbero due clausole che vietano al presidente ad interim di candidarsi alle successive elezioni e di avviare modifiche costituzionali durante il suo mandato.

Norme che, peraltro, possono essere aggirate con l’intervento del Parlamento, dove il partito di Biya, il Raggruppamento democratico del popolo camerunese (RDPC), mantiene un’ampia maggioranza. La stessa con la quale, nel 2008, ha approvato l’abolizione del limite di mandati presidenziali.

Franck Biya vicepresidente?

A creare ulteriore scompiglio la notizia, diffusa da alcuni media locali e ripresa da altre testate del continente, secondo cui Biya avrebbe nominato Emmanuel Franck Olivier Biya, 54 anni, figlio della sua prima moglie Jeanne-Irène, come suo vicepresidente, nonché a Capo delle forze armate e ministro delegato presso il ministero della Difesa.

Notizie in seguito decisamente smentite dalle autorità di Yaoundè.

Franck Biya è un noto e controverso imprenditore, in passato accusato da opposizioni e organizzazioni per i diritti di arricchimento illecito con fondi pubblici, accuse che però non sono mai approdate in tribunale. Le voci su una sua possibile successione al padre circolano da tempo all’interno dei circoli politici camerunesi.

In ogni caso l’istituzione della figura di un vicepresidente e il fatto che venga nominato direttamente dal Capo dello stato, rappresenta un’importante ristrutturazione degli assetti di potere che si garantiscono così di evitare un ritorno alle urne prima del 2032.

Potere blindato

Di fatto un’operazione strategica che indebolisce il ruolo del primo ministro e del presidente del Senato – cui prima delle riforme la Costituzione assegnava l’interim alla presidenza in caso di morte o incapacità del Capo dello stato – consolidando le élite di potere e il governo futuro del RDPC.

Di mezzo ci sono le elezioni legislative, già rinviate di un anno e ulteriormente posticipate al 2027. Anche il voto per le comunali – accorpato alle legislative – è stato rinviato.

All’esame dell’Assemblea Nazionale anche una proposta di legge che introduce modifiche che riguardano il Consiglio costituzionale. Secondo le nuove disposizioni, in caso di incapacità permanente del Capo dello stato, sarà il vicepresidente a sottoporre la questione al Consiglio, che si pronuncerà con una maggioranza di due terzi dei suoi membri.

Questo il delicato quadro politico e istituzionale del paese che ospiterà papa Leone XIV dal 15 al 18 aprile prossimo.

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