Il governo del Camerun ha aperto un’indagine sull’autenticità del video, pubblicato martedì e rapidamente diffusosi sui social network, in cui alcuni uomini in uniforme militare camerunese conducono a forza due donne con due bambini a ridosso di un terrapieno per poi giustiziarli sommariamente.

Nel video, girato probabilmente con un telefono cellulare, si vedono uomini in divisa strattonare e schiaffeggiare le due donne, con al seguito i bambini, per poi rivolgersi ad una di loro dicendo: «Stai per morire, BH». BH in Camerun è un abbreviativo per indicare il gruppo jihadista nigeriano Boko Haram.

Nelle immagini, molto crude, i “militari” proseguono bendando e costringendo a terra le quattro persone, per poi aprire ripetutamente il fuoco anche quando i corpi sono ormai senza vita.

Il video, molto discusso tra il pubblico della rete, è stato commentato anche dalla Rete dei difensori dei diritti umani nell’Africa centrale (Redhac), che dopo aver riferito d’averlo autenticato e d’aver verificato le informazioni in esso contenute, ha accusato di esecuzioni sommarie le forze di sicurezza del Camerun.

«Tutto questo è inaccettabile in uno stato di diritto. Anche se siamo in guerra con Boko Haram – una guerra che è legittima, il terrorismo non deve arrivare a imporre la sua legge in Camerun – non è giustificabile un simile comportamento da parte delle forze di sicurezza. Queste azioni devono essere fermate senza condizioni e i responsabili devono pagare secondo la legge», ha dichiarato l’attivista Maximilian Ngo Mbe.

Le autorità, già alle prese con la crisi nella regione anglofona, dapprima si sono dette scioccate per il video, ma poi hanno cercato di declassarlo a “fake news”, confutando la veridicità delle immagini attraverso le parole del portavoce del governo Issa Tchiroma Bakary, secondo cui l’abbigliamento dei soldati, seppur appartenente all’esercito, non è conforme a quello dato in dotazione alle forze armate di stanza in Sahel, zona dove sarebbe presumibilmente avvenuto il fatto. (Africa News/ Rfi)