Camerun / Anglofoni

Da tre mesi, le due regioni occidentali di lingua inglese del Camerun non hanno più accesso a Internet. La sostensione del servizio è stata imposta dal governo il 17 gennaio in nome della tutela dell’”ordine pubblico”, dopo una serie di manifestazioni di protesta delle comunità anglofone che denunciano d’essere vittime di discriminazione. La mancanza di accesso alla rete pesa sulle famiglie ma anche sulle imprese del nord-ovest e sud-ovest del paese.

Le autorità intendono così contenere la diffusione delle inclinazioni secessioniste delle regioni anglofone (circa il 20% della popolazione stimata del Camerun, che conta 22 milioni di persone), scoraggiare le chiamate ai raduni, ma anche rendere impossibile la circolazione di immagini che mostrano la brutalità esercitata dalla polizia contro gli avvocati o gli studenti, che dal novembre 2016 denunciano l’emarginazione delle popolazioni di lingua inglese.

La protesta della minoranza anglofona è dunque degenerata in crisi socio-politica. In molti sostengono che il governo abbia tradito lo spirito degli accordi che hanno portato, nel 1961, alla riunificazione dei territori dominati, in epoca coloniale, da francesi e britannici. Alcuni chiedono l’istituzione del federalismo, mentre altri pretendono la secessione.

Il blocco di internet ha interrotto le proteste di strada ma non gli scioperi, che continuano in negozi e scuole. In totale, 74 persone sono state arrestate con l’accusa di “terrorismo” e saranno giudicate dal tribunale militare di Yaoundé. (Jeuneafrique)