Marcia Perugia-Assisi 2018
E' iniziato il periodo di preparazione che porterà alla Marcia della Pace Perugia-Assisi del 7 ottobre, all'insegna del disarmo, del lavoro dignitoso e del contrasto al linguaggio di violenza, oggi sempre più diffuso. Un appuntamento che vede nuovamente insieme le due storiche anime dell'evento arcobaleno.

Una marcia della pace e della fraternità, è la proposta della iniziativa pacifista che domenica 7 ottobre si snoderà lungo il tradizionale percorso tra Perugia e Assisi. Nella Conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta oggi nella sede della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), si è evidenziato che si tratta non una marcia per ma della pace a sottolineare un impegno permanente prima e dopo l’evento.

Il dato essenziale del prima, è stato il superamento delle divisoni che hano portato ad uno sforzo congiunto delle due reti organizatrici, la Rete della Pace e la Tavola della Pace. Padre Antonello Fanelli, del Sacro Convento di Assisi, ha sottolineato la novità di questa marcia che per la prima volta abbina alla pace il valore della fraternità, che si ispira alla testimonianza francescana e che nasce nelle realtà quotidiane.

Flavio Lotti, della Tavola della Pace, ha illustrato l’obiettivo di costruire relazioni positive per sconfiggere i discorsi dell’odio. Non a caso sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni dei giornalisti, la FNSI, l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai, per difendere la libertà di informazione e l’autonomia del servizio pubblico, per fermare la violenza delle parole.

È attesa una forte partecipazione, soprattutto di giovani, ai quali si intende consegnare il testimone dell’impegno, con la consapevolezza di vivere un momento eccezionale. Nel momento i cui quest’anno si celebrano i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani, e il 50° anniversario della scomparsa di Aldo Capitini, ispiratore e organizaziore della prima marcia Perugia-Assisi, i valori dei diritti fondamentali e della pace vengono messi in discussione.

Sergio Bassoli, della Rete della Pace, ha denunciato la criminalizzazione in atto della solidarietà e ha ricordato le rivendicazioni concrete che la marcia intende portare avanti.
In primo luogo c’è la richiesta di fermare la vendita delle armi italiane, a cominciare da quelle fornite all’Arabia Saudita per fare la guerra nello Yemen, poi di aderire alla Convenzione di messa al bando delle armi nucleari che l’Italia si era rifiutata di firmare. Infine importante è il tema del lavoro. Il 7 ottobre è anche la giornata mondiale del lavoro dignitoso: il 54% di chi lavora non ha accesso ai diritti fondamentali e senza dignità è impensabile parlare di pace e democrazia.

Il comboniano padre Alex Zanotelli ha invitato a esprimersi, a prendere posizione e schierarsi; di fronte a quanto stiamo vivendo, la neutralità è immorale, ha detto. Riprendendo il tema delle armi nucleari, Zanotelli ha citato l’arcivescovo americano di Seattle, Raymond Hunthausen, che denuncia come le armi nucleari servano a proteggere i privilegi e lo sfruttamento, a imporre il potere economico sugli altri. E ha ricordato che la fame non è stata sconfitta, anzi sta aumentando.

La giornata della marcia sarà preceduta, il 5 e 6 ottobre, da numerose iniziative che coinvolgeranno le scuole, laboratori di riflessione e approfondimento su alcune delle questioni più importanti per la pace, e da un’iniziativa sull’informazione.

Leggi il manifesto della Marcia Perugia-Assisi 2018