L’editoriale del numero di settembre 2010
Un numero speciale, un almanacco africano da tenere sempre a portata di mano.

Anche chi s’informa con una certa continuità intorno alle cose africane può avvertire il bisogno, di tanto in tanto, di gettare uno sguardo al continente nel suo insieme e di avere una lettura di ciò che sta accadendo e che potrà accadere.

 

Sono precisamente questi lo spirito e l’intento con cui è stato ideato e realizzato questo numero di Nigrizia. Uno speciale. Uno strumento utile a chi da sempre guarda con simpatia all’Africa, a chi l’ha scoperta in occasione dei Mondiali di calcio sudafricani, ma anche a chi si occupa con continuità di cooperazione allo sviluppo, a chi collabora con il centro missionario della sua diocesi, e a chi vuol comprendere meglio alcune delle ragioni che inducono tanti africani a tentare la via della migrazione.

 

In redazione abbiamo scommesso che questa Nigrizia speciale rimarrà a lungo a portata di mano dei nostri lettori, perché fornisce alcune coordinate che aiutano a comprendere meglio le diverse realtà e che invogliano ad approfondire. Di ognuno dei 54 paesi, infatti, si trovano la carta geografica, gli essenziali dati socio-economici che consentono di abbozzarne un’identità, una sintetica cronologia politica e un articolo che, pur breve, fa il punto e prefigura scenari.

 

E a proposito di scenari, abbiamo chiesto a Jean Ping, presidente della Commissione dell’Unione africana, di dirci che cosa vede dal suo osservatorio. Ci ha risposto che bisogna scommettere sull’Africa, perché possiede enormi potenzialità ed è in grado di interagire positivamente con il mondo globalizzato.

 

Nostro interlocutore è anche Romano Prodi che, in una fase in cui la politica italiana si disinteressa del continente e le risorse per la cooperazione allo sviluppo sono ai minimi storici, opera in veste di consulente delle Nazioni Unite per l’Africa. Per Prodi, l’Africa può imboccare la via di un cambiamento forte se riesce a muoversi con una maggiore unità.

 

Sui temi dell’economia ospitiamo un intervento di Abdoulie Janneh, segretario generale aggiunto dell’Onu, segretario esecutivo della Commissione economica per l’Africa e tra gli autori del Rapporto economico sull’Africa 2010. Affronta, tra l’altro, il problema della dipendenza delle economie dagli aiuti pubblici allo sviluppo e dall’export di materie prime.

 

Infine, il cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontifìcio consiglio “Giustizia e pace”, ci offre una panoramica dei problemi e delle opportunità che la chiesa cattolica ha di fronte. Muovendo dall’analisi dei due sinodi africani che si sono svolti in Vaticano (1994 e 2009), il prelato rimanda alla dichiarazione elaborata in Mozambico, lo scorso maggio, dalla Consulta postsinodale: un documento che chiede di rompere gli indugi e di moltiplicare l’impegno concreto sui temi della riconciliazione, della giustizia e della pace.

 

Forse 82 pagine sono insufficienti per orientarsi nel ginepraio dei temi e di problemi che interagiscono con l’Africa. Ma sono pur sempre un buon inizio.

 




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