Capo Verde: dopo 10 anni torna il PAICV - Nigrizia
Capo Verde Politica e Società
Il partito che ha guidato il paese all'indipendenza torna ad avere la maggioranza in parlamento, sconfitto l'MPD alle legislative
Capo Verde: dopo 10 anni torna il PAICV
Il leader Carvalho è il nuovo premier, resta da capire se sarà necessaria una coalizione
18 Maggio 2026
Articolo di Luca Bussotti
Tempo di lettura 4 minuti
(Da WikiMedia Commons)

Il risultato era previsto da diversi osservatori: il Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde (PAICV) da 10 anni alle opposizioni ha vinto le elezioni politiche a Capo Verde che si sono tenute ieri 17 maggio.

Si tratta della formazione politica figlia di quel PAIGC fondato da Amilcar Cabral nel 1956, a lungo partito unico marxista-leninista, fino alla “svolta” degli anni Novanta. 

Due scenari 

Mentre ci sono ancora da contare gli ultimi voti, nell’arcipelago e nella diaspora, il PAICV oscilla fra le dichiarazioni del suo leader, Francisco Carvalho, e i risultati provvisori.

Carvalho ha annunciato la conquista della maggioranza assoluta, mentre il conteggio del governo dà la formazione politica vittoriosa al 48,5%.

Piccole discrepanze ma in realtà decisive: la percentuale riportata dal sito delle elezioni implica il dover fare accordi con altri partiti o addirittura dover creare un’inedita, grande coalizione.

Nel primo caso, lo scenario più verosimile è un’intesa con la terza forza con più seggi in parlamento, l’Unione capoverdiana indipendente e democratica (UCID) che è ferma al momento a soli due scranni, rispetto ai quattro del mandato precedente.

La seconda ipotesi potrebbe essere invece un’alleanza con il partito che ieri ha perso la maggioranza, i rivali storici del Movimento per la democrazia (MPD). Il leader del partito e primo ministro uscente, Ulisses Correia e Silva, ha già ammesso la sconfitta, presentando le proprie dimissioni dalla guida dell’MPD.

Con la maggioranza assoluta invece si governa da soli, come è usuale nella storia di Capo Verde.

Una democrazia matura 

La composizione esatta del prossimo governo è l’unico elemento di incertezza ancora aperto però.

Per il resto, le ottave elezioni politiche di questo arcipelago hanno confermato che Capo Verde è uno dei pochi casi di successo delle democrazie africane, con dinamiche che ricordano molto da vicino quelle dei paesi più maturi dal punto di vista politico-istituzionale.

Funziona quindi, l’ordinamento semi-presidenzialista alla portoghese che vige sulle isole. 

Innanzitutto, la trasparenza e la celerità nel proclamare i risultati: in meno di 24 ore il conteggio dei voti è praticamente terminato, con ammissione della sconfitta da parte del partito che ha governato il paese negli ultimi dieci anni.

In secondo luogo, il dato sull’affluenza: come avviene in democrazie consolidate, il cittadino può esprimere il proprio disappunto rispetto al modello vigente anche non recandosi alle urne. Ed è quello che è avvenuto a Capo Verde, dove quasi un avente diritto sue due non si è recato al seggio. 

Un’affluenza così bassa da spingere il leader dell’UCID José Santos Luís, ad affermare che il partito che realmente ha vinto queste elezioni è stato l’astensionismo.

 Infine, l’omogeneità del voto fra i residenti a Capo Verde e la diaspora. Soltanto nel circolo Africa il PAICV sembra non aver raggiunto la maggioranza assoluta, fatto avvenuto nei circoli di Europa e America, spesso decisivi per ribaltare il voto dei capoverdiani residenti nell’arcipelago.

Le promesse da mantenere 

Un’ultima nota riguarda le dichiarazioni che Carvalho ha rilasciato immediatamente dopo l’annuncio della vittoria del PAICV: il partito dovrà mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, a partire dall’accesso gratuito all’Università pubblica e alle cure mediche e alla drastica riduzione diminuzione dei costi dei viaggi fra le isole, sia in nave che in aereo.

Una mezza rivoluzione, se si considera il lascito del difficile decennio politico a guida Mpd, considerato uno dei peggiori momenti di governance nella storia dell’arcipelago.

Alcuni delle ragioni all’origine del malcontento erano state evidenziate poco prima del voto dall’analista locale João Silvestre Alvarenga. Tra queste ci sono l’inflazione crescente, l’aumento della povertà e la ripresa delle migrazioni verso Europa e America

Segnali che del resto erano iniziati a emergere già nel 2020, quando l’MDP aveva perso il comune della capitale Praia proprio per mano del futuro primo ministro Carvalho. Praia è rimasta alle opposizioni anche nel 2024. 

Un calo politico che ha toccato il suo culmine il fine settimana appena trascorso e che apre a scenari nuovi per i circa 500mila abitanti di Capo Verde, di cui circa un terzo vive al di sotto della soglia nazionale di povertà. 

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