Il Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes 2009
Separare la questione della sicurezza dal tema dell’immigrazione, adottando politiche di integrazione efficaci. È l’auspicio degli autori del Dossier Statistico Immigrazione 2009 di Caritas/Migrantes. I dati confermano un costante aumento della popolazione straniera in Italia. Fini: «È giunto il momento perché si affermi una cultura dei diritti».

«È come se il mondo ci fosse entrato in casa»: nonostante la crisi economica globale, migranti da quasi tutti i paesi del mondo continuano a giungere in Italia. Nel 2008 la popolazione straniera ha registrato un aumento di 458.644 residenti, pari al 13,4% in più rispetto all’anno precedente. Con un’incidenza del 7% sulla popolazione, per la prima volta superiore alla media europea, gli immigrati raggiungono, quest’anno, quota 4.330.000, secondo le stime, rese note oggi, del Dossier Statistico sull’Immigrazione di Caritas/Migrantes. Contando le pratiche delle regolarizzazioni di colf e badanti, iniziate a settembre, si giungerà a superare abbondantemente i 4,5 milioni. 

«Un risorsa per il paese», spiega Franco Pittau, coordinatore del Dossier Caritas/Migrantes. «Gli stranieri contribuiscono alle casse dello stato con 7 miliardi di euro l’anno versati in contributi previdenziali. Senza contare il fatto che pressoché nessuno di loro è pensionato».


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Le seconde generazioni

Circa 100 mila persone sono giunte nel paese grazie ad un ricongiungimento familiare, mentre sono oltre 72.000 i nuovi nati. Una salvezza, per un paese che cresce di numero grazie all’immigrazione e ad una seconda generazione incalzante. Infatti sono circa 862.000 i minori, mentre la scuola registra quasi 629.000 iscritti.

Proprio sulla seconda generazione si è focalizzato l’intervento del presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in occasione della presentazione del Dossier: «Non vedo perché un bambino che nasce in Italia, o che è giunto nel nostro paese all’età di un anno, ad esempio, debba aspettare fino al diciottesimo anno di età per ottenere la cittadinanza, nonostante abbia completato almeno un ciclo di studio». Nei prossimi giorni, si apre infatti la discussione sul progetto di riforma dell’intera materia. «Si può discutere più avanti, eventualmente, degli anni necessari ad ottenere la cittadinanza, ma è urgente che si giunga invece al più presto ad un provvedimento che riguardi in particolare questi minori», ha detto Fini.


Nigrizia.itDoveri e diritti

Dopo aver affermato la cultura dei doveri, l’integrazione passa anche attraverso la diffusione di una cultura dei diritti, secondo il presidente della Camera, che auspica una nuova fase della politica. Un invito dunque a tenere divisi i temi riguardanti la sicurezza e l’immigrazione e spezzare la dicotomia: irregolari-immigrati.
«Secondo un’indagine che abbiamo condotto, 6 italiani su 10 attribuiscono agli stranieri un tasso di criminalità superiore a quello reale», spiega Pittau, che sottolinea come l’associazione straniero, irregolare, dunque, criminale, sia sempre più comune nell’immaginario collettivo. «Il dibattito si è oggi concentrato su una stretta minoranza degli stranieri presenti sul territorio» , continua Pittau, spiegando come i disperati che giungono sulle coste italiane, oggi al centro della polemica politica, rappresentino appena l’1% del fenomeno migratorio.


I dati

Si confermano Romania, Albania e Marocco in testa alla classifica delle nazionalità presenti sul territorio. Per quel che riguarda l’Africa, tra i continenti che più ha subito e subirà gli effetti della crisi economica, lo studio evidenzia una forte presenza di migranti provenienti dai paesi del Maghreb, marocchini in testa, appunto (406.341), seguiti subito dopo dai tunisini (102.375). Bisogna scendere parecchio per arrivare ad un paese di provenienza, dell’Africa sub-sahariana, incontrando al 16° posto, i senegalesi (68.194) e, al 20°, i nigeriani (45.743). In totale gli africani sono il 22,5% dei cittadini stranieri residenti in Italia.

Nigrizia.itLa crisi economica globale non poteva che essere al centro dello studio statistico, responsabile di alimentare il processo migratorio di chi è in cerca di un futuro migliore. Dure le critiche del Dossier nei confronti dell’Italia, responsabile di aver dimezzato gli aiuti allo sviluppo nel 2008, attestandosi quest’anno a poco più dello 0,1% sul Pil. L’Italia sarebbe inoltre scesa nel sostegno al Programma Alimentare Mondiale al 14° posto tra i paesi finanziatori, con un contributo ridotto del 75% rispetto all’anno precedente.

(L’intervista a Franco Pittau, Coordinatore del Dossier Immigrazione di Caritas/Migrantes, è stato estratto dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)