Il volume raccoglie tutti i testi collegati all’interesse marcato di Carlo Maria Martini (1927-2012) per i dialoghi ecumenici e interreligiosi, a partire dai rapporti con il mondo ebraico, per continuare con le iniziative ecumeniche e per chiudere con gli interventi connessi alle relazioni con le altre religioni (soprattutto l’islam, ma anche le religioni orientali). Sono relativi soprattutto al periodo dell’episcopato (1980-2002). Tra i testi spicca un certo numero di inediti. Si tratta del quinto volume dell’opera omnia del cardinale Martini, la cui pubblicazione è stata avviata da Bompiani nel 2015.

Così nell’introduzione il curatore del volume Brunetto Salvarani, teologo e saggista: «Carlo Maria Martini, per oltre tre decenni, ha rappresentato in Italia e nel vecchio continente, una vera propria icona dell’atteggiamento dialogico, da intendersi in almeno due direzioni. Da una parte, il dialogo concepito quale eminente segno dei tempi – come lo lessero sia Giovanni XXIII sia Paolo VI – e frutto maturo dell’aggiornamento auspicato in termini di rinnovamento ecclesiale dal concilio Vaticano II; dall’altra, il dialogo colto come opzione strategica della sia Chiesa, necessaria e non più dilazionabile per inverare nell’ora della modernità la propria identità continuamente in progress e rendersi credibile nello spazio del mondo».

Era indicato come il “cardinale del dialogo” e, rammenta Salvarani, «il dialogo resta, sempr4e e primariamente, la cifra distintiva della carità, della speranza, della gratuità».