Non saranno famosi come i “pezzi grossi” dell’esplorazione dell’Africa nell’800 (da Livingstone a Stanley), ma vanno annoverati tra i protagonisti di quell’epoca anche gli italiani Giovanni Miani, Carlo Piaggia e Romolo Gessi. Tre viaggiatori che hanno attraversato il continente in modo diverso: alla ricerca delle sorgenti del Nilo i primi due, che hanno animato lunghe esplorazioni naturalistiche ed etnografiche, e con incarichi militari il terzo.
L’epopea di Piaggia viene narrata con passione e rigore in questa pubblicazione a cura di Luca Lupi e Michele Quirici. Rispolveriamo questo testo, ripubblicato nel 2024, mentre ci si avvicina al bicentenario della nascita dell’esploratore, nato nel 1827 a Badia di Cantignano, nei pressi di Capannori (Lucca).
La nuova edizione del volume, è nata sulla scorta del viaggio intrapreso nel 2023 dai due autori alla ricerca del luogo preciso di sepoltura di Piaggia, deceduto il 17 gennaio 1883 a Karkoji (Carcoggi nella dizione italiana ottocentesca), località del Sudan non lontano dal confine con l’Etiopia. Il successo della spedizione ha motivato i protagonisti a fornire un quadro ancora più affascinante sulla figura di Piaggia, noto anche per il suo approccio al continente libero e “decolonizzato”, quanto meno per gli standard del tempo.
Questa nuova cornice arricchisce una sintesi della monumentale pubblicazione monografica intitolata Carlo Piaggia e le sue esplorazioni africane, 1851-1882, pubblicata nel 2017 e ancora testo di riferimento sul tema. Importante sottolineare l’iniziativa del comune, che ha voluto far conoscere l’epopea di Piaggia offrendo il libro agli studenti del liceo scientifico Majorana, unica scuola superiore nel territorio di Capannori.
Proprio durante un incontro presso la sede dell’ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, pure coinvolto nel progetto, gli autori del testo hanno evidenziato alcuni aspetti fondamentali dell’esploratore toscano: «Carlo Piaggia, contrariamente agli altri grandi esploratori del suo tempo, non si fece portatore degli interessi di stati coloniali, ma amò l’esplorazione per se stessa e seppe rapportarsi con le culture e le popolazioni locali con grande senso di rispetto e voglia di conoscenza».
Una dichiarazione che trova pieno riscontro leggendo le pagine di questo libro, sostenuto da una seria documentazione e arricchito da testimonianze raccolte in Sudan e narrazioni dello stesso Piaggia.
Il lascito del viaggiatore toscano è ancora vivo, se è vero che lo scorso ottobre si è discusso proprio a Capannori della possibilità di immaginare un “Piano Piaggia”, una nuova piattaforma di cooperazione culturale tra Italia e Africa che sia davvero orizzontale e condivisa, senza le imposizioni e i paternalismi che troppo spesso segnano questo rapporto. Presenti artisti ed esperti italiani e di paesi africani. A organizzare l’iniziativa, l’associazione culturale locale Aldes, fondata tra gli altri dal coreografo italiano di fama internazionale Roberto Castello.