È morto Antonio Papisca
Un professore e un educatore che ha dato modo a più generazioni, dentro e fuori l’Università di Padova dove ha insegnato a lungo, di cogliere la centralità dei diritti della persona e dei popoli, e di come possano essere conquistati e difesi con la nonviolenza.
 
 
 
 
 
 

Ci ha lasciato ieri, all’improvviso, il professor Antonio Papisca, docente emerito di Relazioni internazionali e fondatore, nel 1982, del Centro di ateneo dei diritti umani diretto oggi da Marco Mascia.

Un colpo anche per Nigrizia, con la quale Papisca ha a lungo collaborato. Riteniamo che ripercorre alcuni passaggi del suo pensiero e del suo impegno civile per la promozione della pace, in un’intervista del 1999, sia il miglior modo di ricordarlo e di ringraziarlo.

 

LE TRAPPOLE DELL’UMANITARIO

“Umanitario”: un’etichetta che mezzi di comunicazione, politici e professionisti delle ong che operano in situazione di emergenza ormai applicano a qualunque situazione. «Con il pericolo – avverte Papisca – che la categoria dell’umanitario si trasformi in una trappola, per gli usi distorti con cui se ne discute».

Serbia, Kossovo, Timor Est… sempre più spesso le tragedie delle popolazioni vengono mescolate a violenze di guerre civili e a richieste di intervento da parte della comunità internazionale. Le analisi non mancano ma Papisca sostiene di essere stanco di questo «eccesso diagnostico». «Nei convegni si parla, si discute, si analizza… È tempo ormai di individuare delle cure, di emettere delle prognosi per guarire un mondo ammalato di troppe guerre». CONTINUA A LEGGERE