Incontri e volti – luglio/agosto 2016
Alex Zanotelli

Finalmente i missionari riprendono a camminare sulle strade d’Italia. La Carovana missionaria della pace – che non si teneva dal 2012 (Campania) –, il prossimo settembre andrà a toccare varie realtà della Calabria.

Riproporre l’iniziativa è Missio e Missio giovani (organismi pastorali della Conferenza episcopale italiana, li dirige don Michele Autuoro), i Centri missionari diocesani della Calabria, le missionarie comboniane e i missionari comboniani. Lo si è voluto fare nel contesto del Giubileo della misericordia di papa Francesco, ricordandone i grandi temi biblici: la remissione dei debiti, la restituzione delle terre, la libertà a chi è stato ridotto in schiavitù.

Brevemente la storia di queste carovane. La prima edizione è stata concepita e realizzata dai comboniani nel 2000, nel contesto del giubileo di papa Giovanni Paolo II. Quella carovana aveva un titolo-slogan davvero significativo: il Giubileo degli oppressi. L’esperienza si è poi ripetuta ogni due anni fi no al 2006. Dal 2008 c’è stato il coinvolgimento degli altri istituti missionari attivi in Italia. Per varie difficoltà non si è riusciti a tenere la cadenza biennale, ma la volontà di continuare con questo impegno non è mai mancata.

Dunque si riparte. Perché proprio dalla Calabria? Perché è una regione in difficoltà: disoccupazione giovanile molto elevata, un’economia ai margini e soprattutto l’abbraccio mortale della ’ndrangheta, una delle più potenti organizzazioni criminali a livello mondiale.

Il tragitto questa volta sarà piuttosto breve, durerà quattro giorni. Le tappe specifiche sono in via di definizione in queste settimane: in linea di massima, si parte giovedì 29 settembre da Cosenza e si arriva domenica 2 ottobre a Reggio Calabria. Di sicuro si entrerà in contatto con comunità che costruiscono speranza pur vivendo in realtà molto difficili.

Lo scopo della carovana è appunto quello di sottolineare come in contesti apparentemente senza vie d’uscita c’è chi è capace di reagire positivamente e di diventare il punto di riferimento di tante persone che non si rassegnano al degrado.

Nel Cosentino, avremo modo di incontrare esperienze quali la cooperativa sociale Arca di Noè e il Moci, ong di cooperazione internazionale; conoscere come il piccolo comune di Saracena sta gestendo l’acqua bene comune; quale impatto sta avendo l’associazione antiracket dei commercianti di Cosenza. A Lamezia Terme poi vedremo in che modo don Giacomo Panizza e la sua Comunità progetto sud stanno sfidando i poteri criminali, e a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, ci confronteremo con coloro che operano a fianco

dei migranti che lavorano nelle campagne. Nella Locride, entreremo in contatto con le cooperative create dall’impegno di tanti e dalla tenacia di mons. Giancarlo Maria Bregantini. E nella tappa finale ci faremo spiegare dagli amici che hanno dato vita a una Mag (Società mutua per l’autogestione), come funziona una cooperativa che si occupa di economia sociale e di finanza etica. Nel contesto della carovana, cercheremo anche di incontrare il magistrato Nicola Gratteri, in prima linea nella lotta contro la ’ndrangheta.

La carovana che stiamo costruendo vogliamo sia spinta e sollecitata da tanti giovani di tutta Italia. Che possano, soprattutto loro, comprendere che cosa significa essere costruttori di pace in un territorio così complicato e che questa esperienza, che è una vera e propria esperienza di missione, rafforzi il loro impegno contro le ingiustizie.