Africa dell'Ovest
Per la Comunità economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (Cedeao), questa regione del continente concluderà il 2014 con un tasso di crescita del 7,1%, grazie principalmente allo sfruttamento delle materie prime. La povertà e l’assenza di strutture sociali e sanitarie però restano. Intanto si pensa all’unione monetaria.

L’Africa dell’Ovest avrà un tasso di crescita economica, nel 2014, del 7,1 per cento, contro il 6,3 per cento del 2013. Lo ha affermato Kalilou Traoré, commissario incaricato della promozione del settore privato nell’ambito della Comunità economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (Cedeao).

La sua previsione è stata fatta nei giorni scorsi all’apertura della 43esima riunione del comitato dei governi della Banca centrale della Cedeao che si è svolto a Dakar (Senegal).

Traoré ha confrontato questo dato con quelli di crescita a livello mondiale e africano, rispettivamente del 4,8 per cento e del 3,6 per cento. Il commissario ha sottolineato che i principali fattori che determinano questo livello di crescita sono da attribuire alle materie prime, alla discreta produzione agricola, all’aumento degli investimenti nell’ambito delle infrastrutture pubbliche e sociali e alla messa in opera delle riforme macroeconomiche.

Rimane, a fronte di un tasso di crescita del 7,1% che farebbe invidia a qualsiasi economia occidentale, un tindice elevato di povertà e un livello basso di accesso dei cittadini dell’area alle strutture sociali e sanitarie. Infatti, la principale voce che determina l’alto tasso di crescita e riferibile alle materie prime che, tuttavia, non hanno un’immediata incidenza sulla vita dei cittadini, anche per l’alto livello di corruzione degli stati.

Traoré, inoltre, spiega che esistono delle disparità tra gli “stati membri della Cedeao” e che, malgrado la sua crescita sostenuta, la “Cedeao ha difficoltà relative agli aspetti politici e di sicurezza in alcuni degli stati membri”.

Il commissario ha ricordato ai governatori delle Banche centrali, la decisione dei capi di stato di rispettare la scadenza del 2020, a proposito d’integrazione monetaria e finanziaria, per la moneta unica e l’elaborazione di una road map delle attività correlate, come la revisione dei criteri di governance e la messa in opera di un sistema regionale di pagamenti e di regolamenti.

Questa è l’ennesima prova che la crescita economica che sta investendo il continente africano è piena di sfaccettature e contraddizioni ancora tutte da interpretare, come Nigrizia ha cercato di fare nel dossier “La terra promessa”, pubblicato nel numero di maggio.