Costa 18 euro: ancora troppi per gli utenti locali
Il primo cellulare prodotto in Africa si chiama M-Tech, viene dallo Zambia. E vuole conquistare un mercato africano sempre più in ascesa.

Nome: M-Tech, origine: Gruppo Melcome, Lusaka; nazionalità: Zambia. Questa è la carta d’identità del primo cellulare “made in Africa”, lanciato sul mercato africano all’inizio di luglio.

Lo stabilimento di MMobile, a Lusaka, ha già pronti 10mila telefoni, destinati al mercato africano. E ha in tasca una commissione per altri 30mila pezzi. L’obiettivo è quello di proporre un’alternativa africana ai sempre più numerosi consumatori africani. Una scelta che guarda da vicino la realtà: il mercato è in inarrestabile crescita, la domanda di cellulari cresce in Africa ad un ritmo del 49,3% annuo. La mancanza di infrastrutture rende infatti il cellulare uno strumento fondamentale per le comunicazioni. In base alle previsioni, nel 2012 l’estensione del mercato delle telefonia mobile in Africa raggiungerà la media del 60%.

Il Sudafrica, con una penetrazione di questo prodotto nel mercato del 98%, traina la richiesta, e infatti è da qui che la Melcome vuole iniziare il lancio dei suoi prodotti, per rivolgersi poi a tutti i paesi dell’Africa australe e occidentale.

Sono solo 30 gli operai che lavorano per ora allo stabilimento di Lusaka, ma a stabilimento completato saranno 250 le persone assunte. Il progetto, iniziato 3 anni fa, ha un valore di 7 milioni di dollari, è sostenuto dall’azienda di telecomunicazioni del gruppo zambiano Melcome in collaborazione con il governo di Lusaka e l’Agenzia di cooperazione del Giappone.

Se la qualità del prodotto e i servizi  (radio, Gsm, schermo a colori) forniti sono all’altezza del mercato, il prezzo ancora non lo è: l’M-Tech costa 18 euro, un costo troppo elevato per il mercato nazionale, che deve concorrere con telefoni importati dalle compagnie straniere attraverso la società Zain Zambia, dal costo anche di 7 euro.

Una bella sfida, considerato che lo Zambia non gode di ricchezze minerarie legate al mercato delle tecnologie, come per esempio il coltan di cui la Repubblica democratica del Congo è ricca. L’economia di Lusaka è legata all’estrazione di rame nel nord del paese, mercato che ha subito negli ultimi anni forti oscillazioni. La recente crisi economica ha inoltre influito molto sull’industria estrattiva: migliaia di lavoratori sono stati licenziati.