Salva Kiir ha paventato un possibile ritorno alle armi se al Sud Sudan non verrà riconosciuto almeno un terzo della popolazione nazionale
Aspre polemiche sui dati finali del censimento in Sudan: secondo Juba sono stati manipolati da Khartoum. Per sottrarre risorse economiche al Sud Sudan e per ostacolare le prossime elezioni del 2010 e il referendum per l’autonomia del 2011.

Falsati: secondo le autorità del Sud Sudan i dati del censimento della popolazione sudanese, resi pubblici giovedì 21 maggio non corrispondono alla realtà, e sono stati modificati ad arte dalle autorità di Khartoum. I risultati di quella che è stata la prima registrazione dei sudanesi dal 1956 sono stati resi ufficiali giovedì. Il censimento si è svolto, tra ritardi e problemi logistici, dall’aprile 2008 al maggio 2009 e attribuisce al Sud Sudan poco più di 8 milioni di abitanti, su 39mila totali. Quasi quanti il Darfur, regione nord occidentale del Sudan, dove dal 2003 è in corso un conflitto civile, e dove il censimento è stato di fatto impossibile. Dati che il presidente sud sudanese Salva Kiir (vicepresidente del governo di unità nazionale di Khartoum) ha subito contestato: in base alle statistiche e alle registrazioni effettuate da istituti indipendenti, i sud sudanesi sarebbero ben oltre i 13 milioni, quindi un terzo dell’intera popolazione sudanese. Sottostimato anche il numero di sfollati sud sudanesi in Sudan, di sicuro ben oltre i 500mila registrati secondo il censimento ufficiale.

Sono dati fondamentali per la tenuta della fragile pace tra Khartoum e Juba (capitale del Sud Sudan), in vigore dal 2005 grazie al Comprehensive Peace Agreement,, firmato dalle due aprti a Nairobi, e che mise fine a oltre 20 anni di guerra civile tra il nord e il sud del paese. Il CPA prevede una ripartizione delle risorse in base alla percentuale della popolazione delle due aree. Minore è la popolazione sudsudanese, meno risorse da destinare a Juba. Ma i dati hanno ripercussioni anche dal punto di vista politico, oltre che economico: il CPA prevede un referendum per sancire l’autonomia del Sud Sudan, votazione fissata nel 2011. Se confermati e accettati, i dati del censimento tagliano di fatto fuori dal voto almeno 4 milioni di sud sudanesi. I dati sulla popolazione avranno ripercussioni anche sulla definizione delle circoscrizioni elettorali per le elezioni generali del 2010.

Pochi giorni prima dell’ufficializzazione dei dati, Kiir aveva annunciato che il risultato del censimento sarebbe stato rifiutato se non avesse assegnato al Sud Sudan almeno un terzo della popolazione sudanese. É questa infatti la soglia prevista dal CPA che permette la divisione al 50% delle risorse petrolifere concentrate nelle regioni centrali, al centro di contese territoriali tra Juba e Khartoum.

La posizione di Salva Kiir segue di pochi giorni una allarmante dichiarazione, nella quale paventava la possibile ripresa del conflitto, nel caso in cui Khartoum non avesse matenuto fede agli impegni presi con il CPA.

Sulle tensioni tra nord e sud del Sudan pesano anche il Ciad: N’djamena e Khartoum si accusano a vicenda di sostenere i reciproci ribelli. Elementi che contribuiscono a rendere il paese una polveriera.