Repubblica Centrafricana / Camerun

Repubblica Centrafricana, Camerun e Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) hanno firmato il 29 giugno un accordo tripartito sul rimpatrio volontario dei rifugiati centrafricani che vivono in Camerun.

«Questo accordo è un quadro legale che definisce i termini per il ritorno volontario di 285mila rifugiati nel loro paese, in sicurezza e dignità», ha dichiarato Buti Kale, rappresentante dell’Unhcr a Bangui. «La situazione si è definitivamente stabilizzata in Centrafrica. Tutte e tre le parti hanno ritenuto che i rifugiati possano tornare a casa e sono state prese delle misure per il loro accompagnamento e reinserimento sociale», ha precisato.

Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case dopo il colpo di stato che nel dicembre 2013 ha rovesciato il presidente François Bozizé, innescando un conflitto civile e la successiva frammentazione del territorio, in mano a diverse milizie.

Sulla completa stabilizzazione del paese però, restano ancora parecchi dubbi. Oltre un terzo della popolazione in Centrafrica soffre di carenza alimentare acuta. Proprio pochi giorni fa i vescovi centrafricani hanno denunciato la presenza di un nuovo gruppo armato operativo nella capitale Bangui, legato alla presidenza, mentre gli accordi di pace firmati da 14 milizie lo scorso febbraio, sono stati subito violati. A maggio 50 civili sono stati massacrati nell’ovest del paese da una delle milizie firmatarie.

Oggi, più di 450mila rifugiati centrafricani sono ancora al riparo in Camerun, Ciad, Repubblica democratica del Congo e Congo, e più di 415mila persone restano sfollate all’interno del paese, ha annunciato l’Onu. (Anadolu)