Centrafrica / Minusca

Almeno 100 persone sarebbero state uccise nello scoppio di nuove violenze nella Repubblica Centrafricana. Nel darne notizia, le Nazioni Unite esprimono “grave allarme” sulla diffusione di combattimenti alimentati da rivalità etniche, religiose e da interessi sull’accaparramento di risorse minerarie.
Tra le vittime vi sono anche sei peacekeepers della missione Onu (Minusca).

Le nuove violenze rappresentano una nuova escalation di un conflitto che ha avuto inizio nel 2013 quando i combattenti musulmani Seleka hanno preso il potere, deponendo il presidente Francois Bozize, e provocando la reazione armata delle milizie cristiane anti-Balaka.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Antonio Guterres, ha avvertito ieri che la violenza nelle aree precedentemente risparmiate da grandi fatti di sangue è “molto preoccupante”.

Gli scontri si sono intensificati lunedì nella città di Bria, a circa 300 km da Bangassou (città alla frontiera sud-orientale), costringendo circa 1.000 civili a cercare rifugio vicino alla base dell’Onu, ha detto ieri il portavoce del segretario generale, Stephane Dujarric.

I conteggi delle vittime sono difficili da confermare a causa della violenza in corso e della distanza delle località colpite.

Nel frattempo, la missione Onu ha dichiarato che la situazione nella città di Bangassou è “sotto controllo” dopo che un attacco delle milizie anti-Balaka durante il fine settimana ha ucciso quasi 30 persone e ha costretto migliaia alla fuga.

In una dichiarazione, Dujarric ha detto che dati non verificabili, indicano che fino a 100 persone sarebbero state uccise in tre giorni di scontri tra i combattenti anti-Balaka e un ex gruppo di Seleka, dal 7 al 9 maggio nella città di Alindao.

Nei combattimenti sono state sfollate fino a 8.500 persone.

Nella città di Bangassou, al confine con la Repubblica democratica del Congo, le truppe Minusca hanno catturato siti strategici grazie ad attacchi aerei, lunedì, identificando in totale 26 morti.

Secondo l’agenzia dei rifugiati delle Nazioni Unite, la violenza di Bangassou ha spinto circa 2.750 rifugiati a fuggire oltre il confine con la Rd Congo durante il fine settimana. (Al Jazeera)