Centrafrica / CPI

Un importante funzionario del calcio africano – e signore della guerra centrafricano -, Patrice Edouard Ngaissona, è stato arrestato ieri in Francia con l’accusa di crimini di guerra commessi nel suo paese. Il mandato d’arresto era stato spiccato il 7 dicembre nell’ambito di un’indagine sulla situazione nella Repubblica Centrafricana aperta il 24 settembre 2014.

Come leader e “coordinatore generale nazionale” della milizia anti-Balaka, i procuratori della Corte penale internazionale (CPI) lo ritengono responsabile di crimini di guerra e crimini contro l’umanità – tra cui sterminio, deportazione, persecuzione, tortura e stupri, attacchi ai civili e reclutamento di bambini soldato – commessi tra settembre 2013 e dicembre 2014.

La milizia anti-Balaka si è formata nel 2013 per contrastare i ribelli Seleka che presero il controllo della capitale Bangui, rovesciando il presidente Francois Bozize.

L’arresto ha scosso anche il mondo sportivo perché oggi Ngaissona è capo della Federazione nazionale di calcio del suo paese e a febbraio è stato eletto nel comitato esecutivo della Confederazione del calcio africano.

Amnesty International – che ha inserito Ngaissona e altre 19 persone nella lista, consegnata nel 2014 alla CPI, dei sospettati di crimini di guerra nel paese – ha definito l’arresto un “importante passo avanti nella lotta contro l’impunità nella Repubblica Centrafricana”.

Un altro leader anti-Balaka, Alfred Yekatom, alias ‘Rambo’, era staro arrestato e consegnato al Tribunale dell’Aja il 17 novembre scorso. (Voice of America)