Centrafrica

I gruppi armati che combattono per il controllo della provincia centrale di Ouaka, nella Repubblica Centrafricana, sono tornati a colpire i civili, in un crescendo di omicidi di rappresaglia. A denunciarlo è Human Rights Watch, secondo cui gli attacchi hanno provocato almeno 45 morti e 11.000 sfollati negli ultimi tre mesi.

Gli attacchi persistono nonostante la forza di pace delle Nazioni Unite nel paese (Missione di Stabilizzazione Integrata Multidimensionale nella Repubblica Centrafricana – Minusca), abbia dispiegato circa 1.000 dei suoi 12.870 caschi blu nella provincia di Ouaka a difesa dei civili.

Dalla fine del 2016, due fazioni del gruppo armato Seleka (prevalentemente musulmane) si sono scontrate pesantemente a Ouaka. Si tratta dell’Unione per la pace in Centrafrica (l’Union pour la paix en Centrafrique – Upc), costituita principalmente dal gruppo etnico Peul, e il Fronte popolare per la rinascita del Centrafrica (Front populaire pour la renaissance de la Centrafrique – Fprc), allineato agli anti-balaka, il principale gruppo armato, un tempo avversario di Seleka.

I civili sono vittime di entrambe le formazioni. “Questi omicidi sono causati da cicli di rappresaglie”, ha dichiarato a Human Rights Watch un funzionario locale a Bambari, capitale della provincia di Ouaka. “Un gruppo uccide una persona, quindi l’altro gruppo ne uccide tre. Il primo gruppo, allora, ne ucciderà venti, e così via”. (All Africa)