Centrafrica / HRW

Non si placa l’orrore della guerra in Centrafrica. All’inizio di dicembre una trentina di civili sono stati giustiziati sommariamente nel villaggio di Bakala, situato a nord di Bambari, nel cuore di una zona ricca di miniere d’oro, contesa tra diversi gruppi armati. Human Rights Watch denuncia che l’11 dicembre, l’Unione per la pace in Centrafrica (Upc), gruppo guidato da Ali Darassa, conquistò momentaneamente il paesino. Negli scontri morirono 29 civili.

Il giorno dopo miliziani dell’Upc convocarono gli uomini del villaggio in una scuola per una riunione e 25 di loro furono giustiziati. Qualche ora prima venivano uccisi altri 7 uomini, di ritorno da una miniera vicina. Secondo l’organizzazione americana, gli elementi appartenenti alla Upc accusano i civili locali di sostenere il gruppo armato anti-Balaka, che considerano alleato ai nemici del Fronte popolare per la rinascita del Centrafrica (Fprc).

Da novembre 2016, le prefetture di Haute-Kotto e Ouaka, nel centro e nell’est del paese, sono teatro di una sanguinosa battaglia tra i movimenti dell’ex alleanza ribelle musulmana Seleka. L’Fprc, guidato dall’ex numero due di Seleka, Nourredine Adam e alleato del Movimento patriottico per il Centrafrica (Mpc) di Al Katim, si contende con l’Upc il controllo della città di Bambari e le risorse minerarie nella regione. E proprio Ali Darassa ha negato le accuse di esecuzioni sommarie denunciate da Hrw.

Fprc e Upc sono entrambi ex membri di Seleka, gruppo armato che rovesciò nel 2013 l’allora presidente François Bozizé, scatenando il conflitto contro le milizie cristiane anti-Balaka. Ma i musulmani dell’Fprc sono ora alleati con i cristiani anti-Balaka dell’Mpc, il ché indica che l’ideologia religiosa non è causa dominante del conflitto.

Nella regione è dispiegata una forza di peacekeeping dell’Onu (Minusca) che nelle ultime settimane ha stabilito una linea rossa per evitare che le forze del Fprc entrino a Bambari. L’11 febbraio scorso un elicottero Minusca ha aperto il fuoco su una colonna di circa 300 miliziani che avanzavano su camion equipaggiati con mitragliatrici verso la città. Non è chiaro quanti ribelli siano stati uccisi. Dopo questa azione, mercoledì, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha invitato tutti i gruppi armati a fermare immediatamente combattimenti e ad unirsi ai colloqui di pace.

Mercoledì scorso, il governo centrafricano ha nominato il procuratore generale di un tribunale penale speciale dell’Onu, creato per investigare crimini di guerra e contro l’umanità commessi in questi mesi nel paese. Un’inchiesta sulle atrocità commesse è già stata aperta dalla Corte penale internazionale (Reuters / Rfi / Afrique Presse).