Tre giornalisti russi, sono stati uccisi in un’imboscata la notte di lunedì 30 luglio mentre viaggiavano dalla capitale Bangui alla città di Sibut, circa 180 km a nordi. I loro corpi sono stati trovati su una strada vicino alla città di Sibut. Non è chiaro di chi sia opera l’agguato. L’ambasciata russa in Centrafrica non era stata informata della presenza dei  giornalisti, ha dichiarato un funzionario del ministero degli esteri russo. Le forze dell’ordine locali stanno lavorando con l’ambasciata russa nel tentativo di capire le circostanze dell’assassinio.

L’agenzia online russa TsUR ha fatto sapere in un post su Facebook martedì scorso che i tre giornalisti identificati sono Orkhan Dzhemal, Alexander Rastorguyev e Kirill Radchenko ed erano nel paese in missione. Si dice che il gruppo stesse indagando sulle attività del gruppo di mercenari Wagner in Centrafrica. Wagner – un’organizzazione russa di militari privati, attiva anche in Siria con un contingente di almeno 2.500 combattenti – è stata “sanzionata” dagli Stati Uniti per il suo presunto coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.

Dallo scorso anno la Russia è andata assumendo un ruolo importante nella Repubblica centrafricana dopo aver ricevuto l’approvazione delle Nazioni unite per addestrare ed equipaggiare l’esercito del paese. Ma ci sono altri interessi in gioco. Secondo le informazioni apparse sul sito web francese di Radio 1, gli apparati militari russi avrebbero stabilito contatti con milizie armate che hanno il controllo di aree ricche di oro, diamanti e uranio. È forse su questo aspetto che stavano indagando i tre giornalisti russi uccisi?