Centrafrica / Francia

La Francia ha consegnato ieri 1.400 fucili d’assalto AK-47 e tre veicoli anfibi alla Repubblica Centrafricana per sostenere le sue forze armate. A sovraintendere la consegna a Bangui c’era la ministra della Difesa francese Florence Parly, che si è detta favorevole, in linea di principio, alla rimozione permanente dell’embargo sulle armi.

Secondo funzionari francesi gli armamenti consegnati sono stati sequestrati nel 2016 a bordo di un’imbarcazione intercettata al largo della Somalia per aver violato l’embargo sulle armi in Yemen.

La fornitura militare era stata annunciata a Parigi a novembre, insieme a 27,4 milioni di dollari di aiuti, parte di un finanziamento che si aggira attorno ai 147 milioni di dollari all’anno. L’ex potenza coloniale ha dispiegati nel paese 200 soldati.

Il Centrafrica ha un esercito di soli 7.000 uomini su una popolazione di 4,5 milioni di abitanti. I militari stanno cercando di contrastare gruppi di miliziani che si stima siano altrettanto numerosi.

Nel 2013, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto un embargo sulle armi in Centrafrica che rimane in vigore con deroghe per le spedizioni destinate alle forze di sicurezza, in seguito all’approvazione di un apposito comitato delle Nazioni Unite. Il gruppo ha il compito di assicurare che le armi importate non finiscano nelle mani delle milizie.

Il panel ha dato il via libera lo scorso anno perché la Russia fornisse 1.700 AK-47 e lanciarazzi alle forze nazionali a gennaio, e ha dato la sua approvazione anche alle spedizioni francesi. Ma a giugno, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno bloccato una richiesta del governo centrafricano per l’approvazione di consegne di armi cinesi.
Mosca ha anche inviato 170 istruttori militari – sospettati da fonti occidentali di essere mercenari legati alle compagnie minerarie russe interessate ai minerali preziosi di cui è ricco il paese.

Anche l’Unione Europea ha una missione di addestramento militare che coinvolge 170 persone. A luglio, ha promesso 28 milioni di dollari per estenderla fino a settembre 2020. (Voice of America)