Centrafrica / Relazioni Internazionali

L’influenza crescente della Russia nella Repubblica Centrafricana preoccupa Parigi. Lo testimoniano le ultime dichiarazioni del ministro della Difesa francese, Florence Parly, lunedì, durante la cerimonia di apertura del Forum di Dakar sulla pace e la sicurezza in Africa.

«Tutti gli sforzi per mettere in sicurezza il Centrafrica sono benvenuti, ma è necessario che vengano fatti nel rispetto della mediazione dell’Unione Africana». Ha affermato la ministra, che poi ha aggiunto: «Tutte le altre iniziative interessate non mi sembra possano contribuire a risolvere la situazione in questo paese. Qualsiasi manipolazione di potenze opportuniste sarà inetta e indegna».

Queste parole sono sembrate un chiaro riferimento alla Russia, anche se successivamente la Parly ha sottolineato che non parlava di nessun paese in particolare. La rivista Jeuneafrique però ricorda che la ministra aveva già espresso disappunto nei confronti della presenza di Mosca a Bangui e lungo il confine sudanese, e delle trattative di pace parallele con i gruppi armati coinvolti nel conflitto civile, svolte a Khartoum, in Sudan, a fine agosto.

Le dichiarazioni di Parly arrivano qualche giorno dopo il viaggio del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian in Centrafrica, usato per ribadire l’impegno francese nel paese, in preda alla violenza ormai da più di cinque anni. Durante la sua visita anche lui ha fatto allusioni a «chi vuole entrare nel continente con intenzioni velate», per poi annunciare che il governo di Parigi concederà 24 milioni di euro in aiuti a Bangui e invierà anche 1.400 fucili d’assalto destinati alle forze armate.

Mosca, dal canto suo, ha già inviato sul campo 170 istruttori militari, firmato un accordo militare con Bangui e ottenuto il permesso dall’Onu per inviare eccezionalmente armi nel paese, in deroga all’embargo ancora in vigore. (Jeuneafrique)