Repubblica Centrafricana / Armi

Con voto unanime, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rimosso ieri l’embargo sulle armi nella Repubblica Centrafricana.

La risoluzione – redatta dalla Francia, preoccupata dalla crescente influenza della Russia – afferma che “è urgente che le autorità della Repubblica Centrafricana si formino e dotino le loro forze di difesa e di sicurezza per essere in grado di rispondere proporzionalmente alle minacce alla sicurezza di tutti i cittadini”.

Le condizioni per alleviare l’embargo includono limiti al calibro delle armi in dotazione alle forze di sicurezza e il divieto di vendita o trasferimento di armamenti.

A gennaio anche i vescovi centrafricani avevano lanciato un appello alla comunità internazionale perché fosse rimosso l’embargo sulle armi, denunciando “la presenza di molti mercenari provenienti da Ciad, Sudan, Camerun, Niger e Uganda che seminano il terrore“.

L’embargo era stato imposto nel 2013, quando i ribelli Seleka rovesciarono il presidente Francois Bozizé. Il golpe innescò la guerra civile e la lotta intestina per la spartizione del ricco territorio, appoggiata dagli interessi di paesi stranieri. Lo scorso febbraio è stato firmato un accordo di pace con 14 di questi gruppi armati che hanno aderito alla formazione di un nuovo governo. Ma sul terreno poco o nulla è cambiato. (Voice of America)