Centrafrica / Sudan

Dopo avere facilitato la firma dell’accordo di pace tra le varie fazioni sud sudanesi, l’iniziativa diplomatica di Khartoum avrebbe registrato un altro successo, ponendosi come mediatore privilegiato anche nel conflitto che devasta da anni la Repubblica Centrafricana. L’ha comunicato il ministro degli Esteri sudanese, Mohamed Ahmed El-Dirdeiry.

Venerdì, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu che si tiene in questi giorni a New York, si è svolta una riunione cui, insieme al ministro degli Esteri sudanese, hanno partecipato Faustin-Archange Touadéra, presidente del Centrafrica, Moussa Faki, presidente della commissione dell’Unione Africana, e Louise Mushikiwabo, ministra degli Esteri del Rwanda. Vi si è raggiunto l’accordo di connettere l’iniziativa di pace dell’Unione Africana con quella del Sudan.

Lo scorso agosto, infatti, il governo di Khartoum aveva ospitato un incontro tra i gruppi armati che si combattono da anni in Centrafrica: i cristiani anti-balaka di Maxime Mokom e i musulmani seleka di Noureddine Adam. L’incontro era sponsorizzato dalla Russia. Al termine del meeting i due avevano firmato una dichiarazione, The Khartoum Declaration of Understanding of the Central African Armed Groups, in cui si impegnavano a riportare la pace nel paese e nominavano anche l’iniziativa dell’Unione Africana.

Secondo le dichiarazioni di El-Dirdeiry, venerdì scorso, alla presenza del Segretario generale dell’Onu, l’Unione africana avrebbe adottato l’iniziativa di pace sudanese.
Il Sudan si sarebbe impegnato a fermare il traffico di armi attraverso il confine con il Darfur (in passato Khartoum è stata accusata di aver armato i ribelli musulmani seleka).

La fine dell’instabilità in Centrafrica favorirebbe le aziende minerarie russe e il commercio sudanese. Le stesse aziende russe commercializzerebbero i minerali estratti nel paese attraverso il porto di Port Sudan. (Sudan Tribune)