Centrafrica

La formazione di un nuovo governo di unità nazionale è stata annunciata ieri nella Repubblica Centrafricana, un mese dopo la firma di un accordo di pace tra le autorità e 14 gruppi armati, il 6 febbraio. Ma sembra destinato ad avere vita breve.

Il nuovo governo del neo primo ministro di Firmin Ngrebada conta 37 ministeri, una ventina dei quali sono rimasti invariati. Tra questi Difesa, Finanza, Giustizia, Esteri, Comunicazione, Interni e ministeri economici.

Due ministri anti-balaka fanno il loro ingresso, occupando posizioni strategiche. Maxime Mokom, leader di una delle branche anti-balaka, è diventato ministro per il Disarmo, smobilitazione, reinserimento e rimpatrio. Souleymane Daouda, portavoce del gruppo armato, Unité pour la Centrafrique (Upc) è ora ministro per il Bestiame.

Hamza Guismala, braccio destro di Noureddine Adam, leader del Front populaire pour la renaissance du Centrafrique (Fprc), è responsabile del ministero dello Sviluppo dell’energia e delle risorse idriche. Il Mouvement patriotique pour la Centrafrique (Mpc) ha uno dei suoi importanti membri, Adama Chaibou, come ministro della Modernizzazione. Bertin Béa, segretario generale di Kwa Na Kwa, partito dell’ex presidente François Bozizé, esiliato in Uganda, è stato nominato ministro per il Servizio pubblico.

Ma domenica notte, in una dichiarazione, il Fprc, ha affermato che non parteciperà a questo governo “mascherato”. Nourredine Adam denuncia la creazione di un “vecchio, nuovo governo”. In una precedente dichiarazione, datata 21 febbraio, il Fprc rivendicava otto portafogli, tra cui quello del primo ministro.

La Repubblica Centrafricana sta lottando per riprendersi dal conflitto iniziato nel 2013. Finora sono stati firmati otto accordi tra le parti in conflitto per cercare di portare il paese fuori dal caos. (Radio France International)