Repubblica Centrafricana

In Centrafrica dopo un periodo di relativa tranquillità sono riprese le violenze, precisamente nella regione centrale del paese, vicino alla città di Bambari. Funzionari locali ieri hanno annunciato che almeno 12 persone sono state uccise in scontri e rappresaglie in alcuni villaggi attorno alla città durante la scorsa settimana.

Bambari è una località che ha vissuto molte violenze nel corso dell’ultimo anno, nonostante la presenza delle forze di pace Onu della missione Minusca.

Secondo alcuni funzionari gli scontri sono stati causati da furti di bestiame o da dispute interetniche che coinvolgono i gruppi Peul e Fulani dediti alla’agricoltura e all’allevamento. Secondo altre ricostruzioni, dietro questi scontri ci sarebbero anche gli anti-Balaka (gruppi ribelli filo-cristiani) e gli ex-Seleka (ribelli filo-musulmani).

Nell’ultimo attacco avvenuto sabato, sei persone sono state uccise in tre diversi villaggi, e tra queste ci sarebbero anche tre donne.

La Corte Costituzionale ha confermato martedì scorso l’elezione come nuovo presidente del paese di Faustin-Archange Touadéra a seguito di un ballottaggio avvenuto 14 febbraio. Touadera si è impegnato riportare la pace nel paese e ha fatto del disarmo delle fazioni uno dei suoi principali obiettivi. (Rfi)

Dal marzo 2013 il paese è stato devastato da sanguinosi scontri tra musulmani e cristiani che hanno portato più di un milione di persone ad abbandonare le loro case, rifugiandosi in altre aree della stessa Repubblica Centrafricana o fuggendo nei paesi confinanti. Il paese vive ora una grave crisi economica e sociale.