Centrafrica / Onu

Al termine della sua visita di sei giorni nella Repubblica Centrafricana, ieri, il Consigliere speciale del Segretario generale dell’Onu per la prevenzione del genocidio, Adama Dieng, ha avvertito da Bangui che nel paese “i segnali di pericolo di genocidio sono evidenti”.

“Abbiamo testimonianze di atti di disumanizzazione, proliferazione di gruppi armati, pulizia etnica, impunità, fragilità dello Stato, uso e diffusione di messaggi di odio, che sono tutti elementi che precedono il genocidio” ha dichiarato Dieng, che ha anche condannato “nei termini più forti, lo sfruttamento e l’incitamento all’odio etnico e confessionale condotto da gruppi armati e milizie, e dai politici complici, per consolidare il loro controllo del territorio, mobilitare i combattenti, o estendere la loro predazione alle proprietà private e alle risorse economiche”.

Nell’ammonire che “tutti i responsabili di atrocità criminali, o di incitamento a commetterle, prima o poi dovrà assumersi la responsabilità penale per le sue azioni e affrontare la giustizia nazionale o internazionale”, il delegato Onu ha inoltre ricordato il motivo della sua missione in Centrafrica, seguita a “rapporti molto inquietanti sulla recrudescenza di gravi violazioni dei diritti umani e violazioni del diritto internazionale umanitario, compresa la violenza sessuale durante scontri con gruppi armati e la strumentalizzazione della religione, delle sensibilità etniche o delle origini delle comunità, osservate da sud-est a nord-ovest del paese”.

Dieng ha infine invitato tutti gli attori del conflitto ad “aprire un dialogo su misure urgenti, concertate e coordinate per porre fine alla violenza, allentare le tensioni intercomunitarie e alleviare le sofferenze delle popolazioni civili”.

Il paese dell’Africa centrale sta lottando per riprendersi dal conflitto, iniziato nel 2013 con un golpe contro l’allora presidente, Francois Bozize, che ha causato quasi un milione di profughi e sfollati (su una popolazione di circa 4,5 milioni), secondo l’Onu. (Agenzia Anadolu)

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