Centrafrica / Accordo di pace

Con una dichiarazione ufficiale, l’arcivescovo di Bangui, cardinale Dieudonné Nzapalainga, ha negato il 22 giugno scorso d’aver inviato un suo rappresentante a Roma, per sovraintendere alla firma dell’accordo di pace siglato il 19 giugno tra i rappresentanti di 14 milizie e il governo di Bangui, sotto l’egida della Comunità di Sant’Egidio.
Tra i firmatari, c’è Godefroy Mokamanédé, presentato come il “rappresentante del cardinale Dieudonné Nzapalainga”.

Nella sua dichiarazione, il cardinale sostiene di “non avere conferito un mandato a qualcuno per rappresentarlo e prendere impegni a suo nome, né a titolo personale, né come presidente della Ceca (Conferenza episcopale centrafricana), né come membro fondatore della Piattaforma delle confessioni religiose” alle trattative per un cessate-il-fuoco.

Secondo l’agenzia Fides, inoltre, in una nuova dichiarazione l’arcivescovo di Bangui aveva criticato l’accordo di Sant’Egidio, sottolineando che “il testo come è stato pubblicato è una porta aperta all’impunità degli autori delle violenze”.

Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni esterne della Comunità di Sant’Egidio, ha parlato di un “malinteso” da chiarire tra Godefroy Mokamanédé e il cardinale. Il diplomatico si recherà a Bangui per discutere il testo con i leaders religiosi la prossima settimana. (Rfi / Fides)