Centrafrica / Minusca

Nel sud della Repubblica Centrafricana, quattro caschi blu sono stati uccisi e otto feriti in un agguato compiuto la sera di lunedì 9 maggio. Un quinto militare risulta disperso.

Secondo quanto riferito dalla Minusca, un convoglio di peacekeepers cambogiani scortato da caschi blu marocchini, era di ritorno da Rafai e si dirigeva a Bangassou, due città lungo il confine con la Repubblica Democratica del Congo, nel sud del paese. Verso le 20, il convoglio è stato attaccato da combattenti del gruppo armato Anti-Balaka nei pressi del villaggio di Yogofongo, una ventina di chilometri da Bangassou. Nel violento scontro a fuoco un casco blu cambogiano è morto e altri otto sono stati feriti.

Dopo l’intervento di un elicottero e la fuga dei miliziani, risultavano scomparsi quattro peacekeeper. Martedì mattina sono scattate le ricerche. I corpi mutilati di tre di loro sono stati recuperati e restituiti dal Comitato per la pace di Bangassou, una piattaforma locale che ha negoziato con gli Anti-Balaka. Negoziati che proseguono oggi, per riavere indietro anche il quarto casco blu scomparso.

E’ la prima volta dall’inizio della missione della Minusca nel paese, nel settembre 2014, che un così ampio numero di forze di pace sono state attaccate e uccise in questo modo.

Negli ultimi mesi, anche il meridione del Centrafrica è divenuto epicentro di scontri a sfondo etnico per l’accaparramento delle risorse minerarie. L’Unione per la pace in Centrafrica (Upc), gruppo armato a prevalenza peul/fulani, così come i pastori peul/fulani che protegge, sono oggetto degli attacchi di gruppi armati appartenenti ad altre comunità. Martedì mattina, la città di Alindao, tra Bangassou e Bambari, è stata teatro di combattimenti tra l’Upc e gli attaccanti Anti-Balaka. (Al Jazeera / Rfi)