Repubblica Centrafricana / Sfruttamento delle risorse

Un rapporto parlamentare pubblicato sabato scorso denuncia “un disastro ecologico” che “minaccia la salute pubblica”, provocato dall’estrazione di oro ad opera di quattro compagnie minerarie cinesi attorno alla città di Bozoum, nel nordovest della Repubblica Centrafricana.

“La natura del disastro ecologico scoperto in loco giustifica l’arresto immediato e incondizionato di queste attività”, ha rilevato il rapporto, che denuncia che “l’estrazione dell’oro da parte delle imprese cinesi a Bozoum non è redditizia per lo stato e dannosa per la popolazione e l’ambiente”, con un aumento del tasso di mortalità nei villaggi di pescatori e la riduzione dell’accesso all’acqua potabile.

Padre Aurelio Gazzera, un missionario locale che da tempo denuncia l’inquinamento provocato dalle aziende, ha pubblicato un video che mostra lo stato del fiume Ouham, facendo i nomi delle quattro compagnie minerarie interessate: Tian Xian, Tian Run, Meng e Mao.

Il rapporto denuncia anche un fenomeno ricorrente che è quello della complicità delle autorità locali e nazionali, e le violenze contro le popolazioni, commesse dalle forze armate centrafricane che proteggono gli operatori. Raccomanda un’indagine giudiziaria sulle possibili implicazioni fraudolente di politici e alti funzionari nell’ottenimento di licenze commerciali.

I membri della missione parlamentare sono rimasti nella regione di Bozoum per otto giorni all’inizio di luglio. Il loro rapporto va contro quello redatto da una missione governativa condotta a tre giorni di distanza.

Le denunce di abusi commessi dalle società minerarie nella Repubblica Centrafricana sono ricorrenti. Relazioni parlamentari, rapporti ministeriali, rapporti delle Nazioni Unite, dal 2016 non hanno migliorato la situazione e le società minerarie continuano indisturbate a depredare le risorse centrafricane.

I casi di inosservanza degli impegni sono in aumento, siano essi sociali – come mancata la costruzione di scuole o cliniche – o problemi ambientali e legati all’uso di mercurio e cianuro nel processo di trasformazione.

Il Centrafrica, ricco di risorse naturali, è lacerato da un conflitto che ha costretto circa un quarto dei suoi 4,5 milioni di abitanti a fuggire dalle proprie case. Oltre un terzo della popolazione soffre di carenza alimentare acuta. (Mail & Guardian)